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Morbo di Parkinson: al via la lotta con le staminali

12 Nov 2015
Morbo di Parkinson: al via la lotta con le staminali

A pochi giorni dalla tragica scomparsa di Paolo Bianco, storico pioniere della ricerca italiana, il novero delle applicazioni delle cellule staminali si estende alla lotta contro il morbo di Parkinson, drammatica patologia neurodegenerativa che conduce al deterioramento dei centri cerebrali adibiti al controllo dei movimenti corporei.

A partire dal 2018 inizieranno infatti in Europa i primi trail clinici volti a chiarire l'efficacia del trapianto di cellule, condotto mediante staminali, sui pazienti umani affetti da morbo di Parkinson e da altre malattie neurodegenerative per le quali la tecnica ha prodotto esiti più che incoraggianti a seguito di un decennio incentrato sulla sperimentazione in ambito animale che ha lasciato intravedere la possibilità di risultati simili, se non identici, anche sull'essere umano.

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In occasione del recente convegno di Milano incentrato sull'impiego clinico di cellule staminali embrionali, i maggiori esperti di settore americani ed europei hanno infatti fatto capire apertamente che i tempi sono maturi per passare dai postulati teorici all'azione e dato il via libera alla pionieristica sperimentazione che si promette di relegare il morbo di Parkinson alle cronache storiche mediante la sostituzione delle cellule nervose compromesse con cellule nuove allevate in vitro, pienamente in grado di replicarsi e di svolgere funzioni analoghe a quelle svolte dai neuroni distrutti dalla patologia.

Secondo la senatrice e direttrice del Laboratorio cellule staminali dell’università di Milano, Elena Cattaneo, le possibili applicazioni della ricerca sulle staminali sono pressoché infinite e l'inizio di una fase clinica incentrata sul morbo di Parkinson non è che il preludio ad una ricerca che potrebbe presto offrire una soluzione concreta per la sclerosi multipla, la sclerosi laterale amiotrofica e tutte quelle malattie in cui il problema principale è rappresentato dalla necessità di sostituire cellule “difettose” con altrettante sane.

In attesa di assistere ai risultati del primo studio di settore in ambito umano, non resta che congratularsi con una ricerca progredita a passi da gigante anche grazie all'impegno di quel Paolo Bianco venuto a mancare poco prima di vedere di persona i nuovi sviluppi della sua scommessa vincente.

 

Cinese di Maputo

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