Mal di testa: l'emicrania può portare alla perdita del lavoro
Nonostante i proclami diffusi a mezzo televisivo delle aziende farmaceutiche, che promettono ritrovati miracolosi per la cura dell'emicrania con cadenza settimanale; l'ormai celebre desiderio relativo alla scomparsa del mal di testa in un momento, è spesso destinato a restare tale e il concentrare lo stesso principio attivo in dosi sempre più elevate risulta utile, tutt'al più, ad aggiungere un mal di stomaco ai sintomi pregressi.
La cura dell'emicrania cronica è infatti piuttosto complessa, come complesso risulta stabilire le reali cause scatenanti del fenomeno a livello microcircolatorio, con il risultato che per molti soggetti affetti da frequenti mal di testa la patologia assume proporzioni debilitanti, fino a condurre, in casi limite, all'abbandono della propria carriera lavorativa.

Secondo una recente ricerca condotta da Insight Engineers con il contributo di Allergan Neurosciences and Neurology su 600 soggetti dislocati nei principali paesi europei, quasi un terzo degli intervistati affetti da emicrania cronica (è considerata tale la permanenza dei sintomi per oltre 15 giorni al mese) non ha mai ricevuto una corretta diagnosi medica e il 50% del campione statistico afferma di non seguire alcuna terapia specifica per la risoluzione della problematica.
La condizione, che coinvolge una fascia compresa tra il 12% e il 16% della popolazione europea (con maggior incidenza presso i soggetti di sesso maschile), può avere serie ripercussioni sulla vita sociale e lavorativa delle persone che ne soffrono, problematica testimoniata dal 39% del campione che afferma di avere difficoltà nel mantenere un'occupazione stabile, mentre il 24% degli intervistati sostiene di aver dovuto lasciare il proprio posto di lavoro in passato a causa della difficoltà di concentrazione connessa con il quadro sintomatologico complessivo dell'emicrania, che comprende nausee e ipersensibilità alle fonti luminose.
In base alle testimonianze raccolte nel sondaggio, l'emicrania comporta problematiche relazionali anche all'interno della vita di coppia, con il 55% dei soggetti italiani (a fronte della media europea pari al 46%) che afferma di rinunciare ai rapporti intimi per via dell'ormai proverbiale mal di testa, mentre un ampio 39% imputa alla propria emicrania le frequenti liti con il partner e la potenziale rottura all'interno dell'unione amorosa.
Quello che emerge dal ritratto tracciato dal sondaggio è uno spirito di diffusa rassegnazione che porta i soggetti colpiti a convivere con il dolore per moti anni senza la volontà di approfondire le cause scatenati e intervenire per arginare il problema.
Dal momento che ogni mal di testa ha un'origine differente e un impatto strettamente personale, le autorità sanitarie raccomandano di sottoporsi alle visite mediche del caso e a non arrendersi davanti ai primi insuccessi registrati nel percorso diagnostico, per non lascaire via libera ad un'autentica piaga che coinvolge la qualità di vita a vari livelli.
Aggregandoci al consiglio degli esperti, invitiamo per tanto a dichiarare guerra all'emicrania e alla sue numerose manifestazioni, ben consapevoli del fatto che chi soffre di mal di testa ha un solo desiderio e che le pastiglie miracolose proposte dai geniali spot televisivi, spesso non sono in grado di esaudirlo.



