Anche la persona meno scaramantica del mondo (la quale, sicuramente non risiede in Italia), quando si trova ad assistere ad una sequenza di eventi privi di apparente spiegazione, non può fare a meno di ricorrere ad espressioni come “colpo di fulmine”, tragica fatalità” e “ineluttabile destino”, volte a sottolineare l'impossibilità di un effettivo controllo umano sul corso degli eventi.
Scopo ultimo della moderna scienza medica è portare questo ipotetico individuo a ricredersi, riuscendo a dimostrare come tutto ciò che accade in ambito sanitario sia frutto di una precisa serie di cause, attacchi di cuore compresi.

Secondo uno studio condotto dai ricercatori del Karolinska Institute di Stoccolma, almeno l'80% degli infarti sarebbe infatti tranquillamente evitabile se solo si prestasse maggiore attenzione alle cause che danno origine agli attacchi di cuore e si decidesse di adottare uno stile di vita più sano ed esente da inutili fattori di rischio.
Le stime sono state ottenute sulla base di una lunga analisi, compiuta dall'equipe medica guidata dalla dottoressa Agneta Akesson e avente per oggetto i dati clinici relativi alle condizioni di salute di 21 mila uomini di età compresa tra i 45 e i 79 anni, lungo un arco temporale pari a 11 anni.
Dall'esame dei referti, i medici svedesi hanno dedotto che tutti i soggetti che non fumavano, praticavano almeno un'ora di esercizio fisico settimanale e avevano un giro vita inferiore ai 94 centimetri, presentavano un rischio ridotto di sviluppare un infarto pari all'80% in meno rispetto ai loro coetanei dediti invece ad uno stile di vita costellato da sigarette, inerzia e acidi grassi saturi.
All'introduzione di ogni singolo fattore di prevenzione, il rischio di malattie coronariche risultava abbassarsi drasticamente nei soggetti esaminati, vedendo la soglia di pericolo scendere di oltre il 35%, ad esempio, semplicemente adottando una dieta equilibrata e povera di elementi portatori di rischi per il cuore.
Nell'incidenza che regola la comparsa di un attacco di cuore, non vanno logicamente trascurati fattori di natura congenita o metabolica, ma, secondo quanto sostengono i ricercatori, la conversione verso uno stile di vita sano è in grado di svolgere un evidente ruolo di prevenzione anche presso individui con una pregressa condizione di colesterolo alto o ipertensione, andando così ad invertire un versante diagnostico piuttosto oscuro e ad azzerare le inziali condizioni sfavorevoli.
La ricerca, pubblicata sul Journal of the American Cardiology, costituisce al momento una delle più importanti testimonianze sul nesso causale che lega lo stile di vita alla frequenza di malattie cardiache, dal momento che il campione statistico preso in esame risulta piuttosto esteso ed eterogeneo e che la ricerca ha analizzato una lunga serie di cartelle cliniche redatte in precedenza, evitando il rischio di ingerenze esterne presente nei test condotti su individui consapevoli.
Smettere di fumare, adottare una dieta bilanciata e svolgere una moderata attività fisica costante potrebbero per tanto eliminare 4 attacchi di cuore su 5 e ridurre l'incidenza degli infarti a livello globale; per quanto riguarda il quinto caso in esame, non resta al momento altra prospettiva che affidarsi a scongiuri e cornini anche se varie equipe di ricercatori sono già al lavoro per sfatare anche questa residua tragica eventualità.










