Esattamente come accade in caso di noie meccaniche alla vostra autovettura, quando si registra una disfunzione a livello organico o metabolico, risulta spesso opportuno iniziare l'indagine dalle componenti più piccole e più soggette a cedimenti; prima tra tutte la ghiandola tiroidea, responsabile di una pluralità di funzioni e di altrettante patologie legate al suo cattivo funzionamento.
Esattamente come accade in caso di noie meccaniche alla vostra autovettura, il compito principale della medicina moderna non è tanto quello di riparare il danno subito, quanto quello di sostituire le componenti compromesse, facendo leva sulla duplice risorsa di tipo artificiale (legata all'evoluzione della tecnologia 3D) e naturale, grazie all'impiego di cellule staminali.

Se le staminali hanno infatti consentito nel corso degli ultimi anni di ricreare organi piuttosto semplici a livello funzionale (ultimo in ordine cronologico, un naso amputato), la sfida emersa nel recente congresso della Esao (Società Europea degli Organi Artificiali) è ora quella di replicare le funzionalità della ghiandola tiroidea e di consentire la rigenerazione completa in provetta dell'organo compromesso o mancante.
Un'equipe di ricercatori facente capo all'Università di Bruxelles ha infatti dimostrato la possibilità di trasformare un gruppo di cellule staminali pluripotenti in altrettante cellule tiroidee perfettamente funzionanti, grazie ad un lungo esperimento compiuto sulle cavie da laboratorio che ha consentito alla dottoressa Sabine Costagliola e al suo staff di ricreare in provetta una ghiandola in grado di produrre un dosaggio ormonale identico a quello generato dalla normale attività tiroidea.
Lo studio belga offre dunque una speranza a tutti quei pazienti che si trovano privati della ghiandola tiroidea in seguito alla comparsa di un tumore o di un patologia che ne ha reso indispensabile l'asportazione chirurgica: vivere senza la tiroide, significa infatti sottoporsi a terapie sostitutive basate sull'assunzione di ormoni che non sempre si rivelano efficaci e che si protraggono per tutta la durata della vita del paziente.
Se fino ad oggi i tentativi di rimpiazzare la ghiandola difettosa con cellule funzionanti prelevate dal medesimo organo si erano rivelati infruttuosi, la ricerca belga sposta l'asticella del progresso medico grazie all'uso delle staminali e offre una via d'uscita del tutto simile a quella offerta dal vostro meccanico quando la vostra vettura cade vittima di noie meccaniche, parcella finale ovviamente esclusa.










