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Emerge il Futuro

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Giocare a golf ad Ascona, la nuova frontiera del turismo sportivo

Secondo una recente inchiesta condotta per conto del quotidiano “Il Corriere del Ticino”, la reginetta del piccolo cantone di lingua italiana gode di ottima salute e riscuote sempre più il gradimento da parte dei suoi sudditi, anche a fronte della diffusa insofferenza verso regnanti e potenti che attraversa l'Europa come un ciclone durante i periodi di crisi.

Niente paura, non abbiamo perso di vista i basilari principi degli ordinamenti giuridici internazionali, né tanto meno abbiamo assistito all'invasione di truppe monarchiche dirette in Svizzera nel cuore della notte; la regina in questione, della quale non finiremo mai di esaltare le virtù, è Ascona, cittadina che ha recentemente spodestato dal trono del gradimento immobiliare (e dalla relativa lista d'attesa destinata a chi vuole acquistare casa da queste parti) numerose città elvetiche, un tempo molto più blasonate ed ambite.

Golf Club Ascona

Il successo di Ascona, piccola Cenerentola diventata in pochi anni una delle mete più ambite dell'intera Confederazione, trova origine in numerosi fattori di natura geografica, amministrativa e sportiva: se infatti, la tranquillità del Lago Maggiore e un'amministrazione locale tra le più efficienti dell'intera Svizzera giocano un ruolo di rilievo nell'esplosione turistico-demografica del comune, non meno importante è la presenza sul territorio di uno dei golf club più affascinanti d'Europa.

Il Golf Club Patriziale è infatti uno dei club sportivi più amati dagli appassionati ed un elemento in grado di spostare orde di “frontalieri” delle 18 buche oltre il vicino confine, pur di godersi il lusso di un'esperienza di ampio respiro, orientata all'eccellenza organizzativa e paesaggistica, all'interno del piccolo gioiellino elvetico.

Realizzato alla fine degli anni'20 del secolo scorso, dopo una gestazione durata oltre tre anni, il golf club di Ascona conosce le proprie fortune all'interno del decennio compreso tra il 1960 e il 1970, quando un'ampia ristrutturazione e un'apertura verso una politica golfistica dal respiro internazionale, portano rapidamente i fairways ticinesi a porsi come punto di attrattiva per i top players di tutto il mondo e come meta ideale per gli amatori lombardi e veneti, andando a costruire le basi una fama duratura e per un'immensa fortuna futura.

Il calendario sportivo del golf club di Ascona è tra i più ricchi e appetibili del Vecchio Continente e può vantare un susseguirsi di gare professionistiche, Pro-am e competizioni amatoriali sconosciuto ai più; tra i numerosi eventi in programma nelle prossime settimane presso il Golf Club Patriziale, ci preme segnalare, ad esmpio, l'inconsueta tappa “fuori confine” della Piacere & Gusto Golf Cup, manifestazione itinerante organizzata dalla celebre rivista nostrana destinata a lambire molti dei campi più belli della nostra Penisola.

L'evento prenderà il via domenica 21 giugno e si disputerà sulla consueta formula delle 18 buche con formula stableford, con ricchi premi in palio ai primi classificati, e rappresenta un'ottima occasione per visitare di persona i green ticinesi e per concedersi un rapido sconfinamento in terra Svizzera all'insegna del golf e dell'amore per gli scenari fiabeschi.

L'esempio di Ascona è probabilmente una delle più importanti lezioni a livello Europeo su come sia possibile rilanciare l'economia di un intero territorio, semplicemente facendo leva sulle proprie eccellenze e su una politica in grado di istituire un metaforico ponte tra gli appassionati di tutto il mondo, tramite un'ottica di promozione turistica, generalmente destinata a risultare più che remunerativa, a fronte degli investimenti iniziali.

Dal momento che una sapiente promozione del territorio ha portato Ascona a diventare uno dei principali poli economici a livello europeo, non ci resta quindi che confidare in una legislazione e in una comunicazione di massa meno sorde alle infinite risorse di questo sport, con l'augurio che un'analoga operazione conferisca anche ai campi del nostro Paese la fama che meritano e un'appetibilità internazionale, al momento ancora piuttosto scarsa.

Per intanto, non ci resta che salutare e augurare lunga vita alla Regina del Ticino!

 

 DOVE ALLOGGIARE IN ZONA

ascona

Hotel Ascona

Hotel Ascona, Via Collina
CH-6612 Ascona, Svizzera
 

Sul leggendario Monte Verità, l’Hotel Ascona**** ha una vista meravigliosa sul Lago Maggiore e sulle montagne. Grazie alla sua posizione privilegiata in collina è una meta esclusiva.

La piazza di Ascona, sul lungolago, luogo raffinato e di grande fascino, è a pochi passi dall’albergo. Con una bella passeggiata, la mondanità è raggiungibile in 7 minuti.

 

L’Albergo offre diverse categorie di camere:

Le doppie standard sono moderne camere con terrazze vista lago, dotate di bagno con doccia/vasca, WC, TV, telefono, minibar, cassaforte, asciugacapelli e balcone. Le camere doppie superior e deluxe, spaziose ed eleganti, godono di un’imperdibile vista lago, dispongono di bagno con doccia e vasca, WC, TV, telefono, minibar, cassaforte, asciugacapelli, aria condizionata ed ampia terrazza panoramica. Le camere singole sud godono della vista lago, sono dotate di bagno con doccia/vasca, WC, TV, telefono, minibar, cassaforte, asciugacapelli e balconcino. Gli appartamenti sono composti da una spaziosa camera doppia con aria condizionata ed ampia terrazza vista lago e da una camera singola, stanza da bagno con doccia e vasca, cassaforte ed asciugacapelli; ciascuna camera è dotata di TV, telefono, minibar. Soluzione ideale per le famiglie.


  

Per info e prenotazioni visita il sito hotel-ascona.ch

 

Michael Schumacher è fuori dal coma

Michael Schumacher è fuori dal coma

Tutti gli appassionati di Formula 1 ricorderanno senz'altro il Gran Premio di Monaco del 2004 e quei pochi attimi, che parvero infiniti, antecedenti all'uscita dal celebre tunnel monegasco di Michael Schumacher, tamponato da Montoya in regime di safety car e impossibilitato a riprendere una gara che stava agevolmente conducendo in previsione del traguardo finale.

Come ormai noto a chiunque, Schumy si trova da cinque mesi all'interno di un tunnel ben più buio ed angusto di quello presente sul tracciato di Montecarlo, intento a combattere un nemico invisibile, più rapido e inesorabile di tutti i campioni affrontati dal Tedesco in pista lungo un'interminabile carriera durata oltre un decennio.

Montoya

Proprio come allora, anche questa volta, pare che l'uscita dal buio del tunnel sia finalmente avvenuta e proprio come allora, anche a fronte delle avverse condizioni e del sopravvalutato chiacchiericcio mediatico, un pizzico di ottimismo relativo ad una rapida ripresa del campione comincia a farsi largo nella selva di opinioni e pareri contrastanti.

Michael Schumacher è finalmente uscito dal coma, ed ha potuto lasciare l'ospedale di Grenoble, nel quale era ricoverato dal 29 Dicembre scorso, in seguito ad una brutta caduta avvenuta durante un momento di svago sulle piste di Meribel.

Il sette volte campione del mondo è stato trasferito questa mattina nel Centro ospedaliero universitario del Vaud, nei pressi di Losanna, dove avrà inizio un lunghissimo e difficoltoso processo di riabilitazione, volto a restituire per intero a Schumy tutte le sue funzioni vitali e la voglia di superare quella maledetta tormenta che ha contraddistinto tutta la sua carriera.

Secondo i medici che hanno avuto in cura Schumy durante questi mesi, il campione tedesco sarebbe in grado di comprendere quanto avviene intorno a lui e riuscirebbe a comunicare con amici e familiari, dando segno di aver recuperato la coscienza perduta e di essere ormai scampato al pericolo maggiore.

A dare l'annucio è stata la sua manager, Sabine Kehm, rimasta a fianco del pilota per tutto il travagliato periodo, che ha avvertito inoltre la stampa internazionale sulla ferrea volontà di Schumacher e dei suoi familiari affinché l'intero periodo di riabilitazione avvenga al riparo da occhi indiscreti ed in totale tranquillità, condizione indispensabile per un recupero psicologico completo.

Schumacher era stato risvegliato dal coma farmacologico durante il mese di Gennaio, animando un dibattito interno all'ambiente medico (spesso ai limiti dello sciacallaggio) che aveva cominciato a far serpeggiare pessimismo e toni tragici sulle possibilità di un ritorno alla veglia del campione, provato da un drastico calo di peso e dai danni riportati dopo mesi e mesi di ospedale.

Le buone notizie sono tuttavia cominciate a giungere nella giornata di sabato scorso, quando Schumy era definitivamente uscito dal reparto di rianimazione per venire trasferito in terapia intensiva, anticipando l'ulteriore trasferimento odierno che dà il la ad una nuova fase, altrettanto dura, ma contraddistina dalla consapevolezza di avere ormai scampato le fasi peggiori.

Accogliendo con gaudio una notizia infinitamente attesa e a più riprese rimandata, non ci resta che incitare un campione rimasto nel cuore di tutti i tifosi italiani (e non solo) a riprendere con tenacia la strada, in vista della bandiera a scacchi e dell'unico traguardo alla luce del quale ogni sforzo acquista un significato, proprio come fece in quel lontano 2004, quando andò a prendersi il suo settimo titolo mondiale, senza troppo curarsi di chiacchiere, tamponamenti e di quel buio infinito lasciato alle spalle dopo la gara di Montecarlo. 

Gli episodi di bullismo accorciano la vita alle vittime

È nato prima il bullo o la merendina?

Se ormai viviamo in un'epoca segnata dal cyberbullismo e dalle prepotenze su scala globale che mettono a nudo le altrui difficoltà attraverso la rete, i primi bulli della storia entrarono nelle cronache scolastiche, svariati decenni or sono, per la malsana abitudine di rubare le merendine ai loro compagni, spesso deboli ed esili, che proprio a causa di quegli spuntini mancati, continuavano ad essere sempre più esili, sempre più deboli e sempre più vittime di soprusi.

Bullo

Quando si parla di cattiveria gratuita, il passo diventa spesso più lungo della gamba e il presunto movente del bullismo costituito dalla fatidica merendina venne rapidamente meno, lasciando il posto ad offese e derisioni gratuite che i “più forti” iniziarono a perpetrare, prendendo di mira i ragazzini con gli occhiali, quelli sovrappeso, quelli con difficoltà di dizione, quelli più timidi, quelli più sensibili, quelli che provenivano da un'altra nazione, quelli con i voti più alti (e così via), fino a trasformare le nostre scuole in altrettanti purgatori, con tanto di gironi degli svantaggiati e demoni di guardia all'ingresso.

Se vi siete per sbaglio riconosciuti in una delle categorie sopra elencate e ancora oggi i vostri incubi sono popolati da energumeni dal quoziente intellettivo simile a quello di un'anguilla, abbiamo brutte notizie da darvi: esiste infatti il rischio concreto che i vostri torturatori siano destinati ad una vita più lunga (oltre che più serena) della vostra.

I bambini maltrattati, sia che subiscano molestie tra le mura domestiche, sia che vengano presi di mira dai loro compagni, sarebbero infatti destinati ad una vita più breve con un apice di privazione stimato in addirittura 7-10 anni.

A sostenerlo è una recente indagine, presentata al recente Congresso Italiano di Pediatria di Palermo e incentrata su tutti quei fattori negativi e alienanti dell'universo infantile che possono portare a serie ripercussioni sullo sviluppo dei minori, secondo la quale la continua esposizione dei bambini a maltrattamenti e molestie di natura fisica e psicologica, favorirebbe l'insorgere, in età adulta di numerose patologie, tra le quali: tumori; cefalee; obesità e asma.

Il nesso tra bullismo e malattie trova la sua radice in quell'enorme carico di stress cronico al quale le vittime delle prepotenze si trovano quotidianamente esposte; stress che è in grado di alterare la normale conformazione bio-chimica del cervello, andando ad inficiare negli anni seguenti il corretto funzionamento dell'organismo e aprendo la strada all'insorgere di problematiche di natura fisica fortemente debilitanti o addirittura letali.

A confermare le tesi dei medici Italiani è recentemente giunta una ricerca americana, pubblicata su Molecular Psychiatric, condotta su 236 minori vittime di abusi e maltrattamenti, che ha messo in evidenza un legame tra soprusi e invecchiamento cellulare: i telometri (porzioni del DNA, situate alle estremità dei cromosomi) dei soggetti presi in esame, presentavano infatti delle modificazioni strutturali e una conformazione complessiva che metteva in luce un invecchiamento complessivo dell'organismo stimato tra i 7 e i 10 anni di età.

Al momento, si calcola che i bambini vittime di violenze ripetute nel nostro Paese siano circa 100000, ma la cifra è sicuramente approssimata per difetto secondo l'Oms; tutti soggetti potenzialmente a rischio, di fronte ai quali urge un piano educativo e disciplinare in grado di prevenire e debellare la piaga.

Il bullismo non è dunque solo un gioco, come credono i bambini più prepotenti (e come spesso lasciano credere i loro genitori), ma è una serie di atti di estrema gravità che prefigura un'emergenza sanitaria in età adulta e che trasforma le vittime in soggetti svantaggiati e debilitati per molti anni, anche a seguito della scomparsa della manifestazione del fenomeno.

Invitiamo, per tanto, genitori e aspiranti tali ad iniziare l'opera di prevenzione fin dai primi anni di vita dei loro figli, indirizzando e correggendo tutti quei comportamenti che denotano un eccesso di esuberanza e spiegando pazientemente ai loro bambini che le merendine ottenute attraverso la sopraffazione dei più deboli sono spesso amare e difficili da digerire.

       

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