Quando si decide di intraprendere la ricerca di un ago generico all'interno di un altrettanto generico pagliaio, è buona norma assicurarsi, innanzitutto, che l'oggetto delle nostre brame esista davvero (onde evitare la proverbiale febbre da fieno) e garantirsi l'accesso al maggior numero di pagliai possibili, magari collocati nelle vicinanze di una ferramenta.
Con l'intento di rendere meno onerosa la ricerca di un lavoro ai milioni di cittadini europei colti a più riprese dalla sensazione di stare in realtà cercando ciò che non esiste affatto, il popolare social network Linkedin ha ideato un progetto, denominato Economic Graph, in grado di fornire una mappa dettagliata delle professioni più richieste, suddividendo modalità e frequenza di ricerca in base alla collocazione geografica dell'interesse su scala planetaria.

La nuova pagina presente su Linkedin è frutto di dettagliati studi sociologici internazionali e di una serie di ricerche condotte da specialisti, sulla base dei profili inserirti nel sito, che evidenziano i trend di ricerca professionale in atto in ogni singola nazione e indirizzano gli aspiranti lavoratori verso la meta ritenuta più congeniale.
Supponiamo, ad esempio, che un laureato in informatica si trovi alla ricerca di un impiego permanente (supposizione poi non così irreale) a seguito di numerose rifiuti e porte chiuse: valutando i parametri di ricerca offerti da Economic Graph scoprirà con sua somma sorpresa l'esistenza di mercati emergenti (Polonia e Germania su tutti), all'interno dei quali la ricerca di personale qualificato è in forte ascesa, parallelamente alla saturazione di altri mercati (un tempo considerati di riferimento) dove le probabilità di trovare lavoro scarseggiano per via dell'eccessivo squilibrio tra domanda e offerta.
Se fino a qualche decennio la suddivisione geografica in base alle caratteristiche industriali o culturali di un determinato lungo potevano ancora considerarsi attuali, l'esplosione di nuove professioni legate al settore dei servizi informatici e la vastità dei flussi migratori interstatali ha ridisegnato i contorni di uno scenario in continua evoluzione e di un panorama professionale legato a richiesta e creatività più che alla tradizione industriale (piuttosto che rurale) di una determinata zona.
Premesso che dover lasciare il proprio Paese di nascita per motivazioni di natura lavorativa è un fenomeno spesso doloroso e indegno di una nazione che punta verso la ripresa economica; chiunque si trovi in cerca di quel minuscolo ago nel pagliaio rappresentato da una regolare occupazione, potrà servirsi del nuovo progetto messo in atto da LinkedIn per cercare la propria realizzazione altrove, magri in attesa che il nostro Paese smetta di discutere sulla qualità della paglia e sui colori delle pareti dei suoi infiniti granai deserti.





