Dopo aver faticosamente capito come procacciarsi il cibo, il principale problema dell'umanità è sempre stato rappresentato dalla ricerca di fonti luminose in grado di garantire all'uomo indipendenza dai cicli solari e di impedire, al contempo, che l'intero Pianeta prendesse rapidamente fuoco sull'onda dell'entusiasmo seguente alla scoperta della combustione.
Il passaggio che ha portato dai fuocherelli nelle caverne alla moderna invenzione dei led è stato sicuramente lungo e non privo di difficoltà legate al fattore sicurezza e al rischio di esaurimento di scorte combustibili; sebbene la tecnologia denominata Light Emitting Diode non costituisca un approdo finale, rappresenta sicuramente una geniale tappa intermedia, talmente geniale da far meritare ai suoi ideatori l'assegnazione del Premio Nobel per la fisica.

Questa mattina a Stoccolma è infatti giunto il meritatissimo riconoscimento ai fisici giapponesi Isamu Akasaki e Hiroshi Amano, entrambi facenti capo all'università di Nagoya e all'Americano (d'adozione) Shuji Nakamura dell'università di Santa Barbara.
L'ideazione dei moderni dispositivi a Led risale alla metà degli anni '90 dello scorso secolo, quando i tre fisici neo-premi Nobel riuscirono a generare un fascio di luce blu a partire da materiali semiconduttori, superando così i numerosi scogli rappresentati dalla precedente possibilità di produrre luce solo a partire da Led a luce verde e rossa.
In sostanza, se i primi sistemi di emissione luminosa basati sull'emissione di fotoni da parte di componenti elettronici attivi (diodi) sono antecedente alle scoperte dei tre scienziati nipponici; Isamu Akasaki, Hiroshi Amano e Shuji Nakamura sono riusciti a perfezionare la tecnica tramite l'impiego della luce blu che ha consentito di sfruttare diodi dotati di tre distinti colori (rosso, verde e blu) in grado di risultare fruibili per una vastissima gamma di utilizzi e per l'enorme numero di applicazioni che quotidianamente vediamo sotto i nostri occhi.
Oltre che perfettamente funzionale in vari ambiti, la tecnologia Led di ultima generazione ha consentito un immenso risparmio in termini di prestazioni energetiche, un generale abbattimento dei consumi e una longevità di impiego quasi eterna, se rapportata alle lampadine tradizionali, con il risultato di poter garantire l'accesso a fonti luminose ad ogni latitudine senza enormi oneri in termini di energia impiegata per il loro funzionamento.
In coerenza con lo spirito più autentico per il quale il premio Nobel fu istituito, il riconoscimento è dunque andato ad una delle scoperte scientifiche dotate di un maggiore impatto sulla vita quotidiana, destinata probabilmente a venire rimpiazzata da future invenzioni, ma sicuramente inimmaginabile nel momento in cui il primo uomo accese un fuoco per rischiarare la buia notte agli albori della nostra storia.





