Giudicare un libro dalla copertina, è universalmente noto per essere indice di superficialità e di una predilezione per le forme rispetto ai contenuti che dietro ad esse si celano; senza quelle copertine accattivanti che fanno bella mostra di sé nelle svariate librerie del nostro Paese, tuttavia, molti di noi non avrebbero mai scoperto le gioie della lettura e dei suoi infiniti universi, soprattutto se le copertine in questione sono particolarmente variopinte.
In quell'immenso scaffale sportivo rappresentato dal mondo del running, la forma in cui vengono presentate le più disparate manifestazioni non è di per sé garanzia di un elevato tasso tecnico o agonistico, ma sicuramente risulta spesso funzionale ad attirare un grande numero di utenti che, in assenza di incentivi e occasioni goliardiche, tutto avrebbero fatto nella loro vita, fuorché correre.

The Color Run è senza dubbio l'evento simbolo di questo nuovo mondo che si avvicina a lenti passi ai piaceri del running e di quest'immensa schiera di neo-sportivi che, dopo aver percorso i 5 km previsti dalla manifestazione, hanno magicamente scoperto che la cosa cominciava a piacergli e hanno trasformato l'insolita occasione in un autentico stile di vita.
Nata negli Stati Uniti nel 2012, la mini-maratona durante la quale si parte in rigorosa maglietta bianca per poi giungere al traguardo variopinti come pavoni, è rapidamente diventata un fenomeno virale su scala globale, andando a toccare 30 differenti nazioni, Italia inclusa.
Alla vigilia della seconda Color Run di Milano, l'entusiasmo è rapidamente salito alle stelle e gli organizzatori della tappa nostrana del format, hanno già fatto registrare un numero di iscrizioni prossimo alle 18 mila unità, quasi il doppio rispetto all'edizione inaugurale targata 2013; cifra stratosferica per una manifestazione podistica, di fronte alla quale, fino a pochi anni fa si sarebbe riconteggiato il numero all'infinito in preda ad una diffusa incredulità.
Il successo della gara, che prenderà il via sabato prossimo alle 16:30 in prossimità dell'Ippodromo di Milano e dello Stadio Meazza, è dovuto ad una particolare alchimia di fattori che la rende appetibile tanto ad un pubblico di appassionati, per via dell'insolito scenario di gara, quanto a quella vasta platea di curiosi per i quali i grandi eventi globali sono stati creati affinché qualcuno ci vada e affinché sia possibile descrivere in ogni minimo dettaglio l'esperienza vissuta attraverso selfies e brevi video auto-promozionali.
L'elevatissimo grado di adesione è comunque un ottimo indice di salute per la città che si appresta a “nutrire il mondo” e la dimostrazione tangibile di quanto il pubblico italiano non sia poi così inerte e indolente come si ama pensare, o come spesso conviene fare credere.
Madrina d'eccezione della seconda Color Run milanese sarà Carolina Kostner, la cui presenza animerà la breve festa cittadina; non resta dunque che sfogliare il libro per capire fino a che punto quella stupenda copertina può ispirarci nella lettura di centinaia di altri romanzi, magari sempre più lunghi e complessi.










