Ipersensibilità ai rumori? Potrebbe essere sintomo di genialità
Per quanto si cerchi da migliaia di anni di stabilire e definire cosa sia effettivamente un genio, senza il ricorso alle singole personalità considerate tali (come Leonardo da Vinci o Einstein), l'impresa risulta talmente complicata da spingere in definizione di una definizione per esclusione, operata cioè sull'inconfutabile evidenza di cosa o chi non possa essere considerato geniale.
Tra le caratteristiche che un genio non possiede di sicuro, oltre a ingenuità o mancanza di mordente, pare si debba aggiungere la capacità di sopportare rumori molesti e piuttosto fastidiosi, dal momento che un recente studio della Notrhwestern University attesterebbe che un genio risulta tale anche in virtù del fastidio provato di fronte a fragori troppo intensi o persistenti.

In sostanza, secondo gli studiosi americani, l'incapacità di astrarsi dai suoni che provengono dal mondo esterno e di immergersi in quella proverbiale “bolla” all'interno della quale nulla può scalfire i nostri pensieri, sarebbe una caratteristica direttamente connessa a quella particolare creatività che si ritiene propria delle persone geniali.
Attraverso un lungo studio condotto su circa cento volontari è emerso che chi possiede facoltà uditive piuttosto sensibili e inclini a provare turbamento di fronte ai rumori provenienti dal mondo esterno, sarebbe generalmente più portato a prendere decisioni in tempi rapidi e a sviluppare abilità creative tali da denotare facoltà intellettuali paragonabili a quelle possedute dai grandi geni riconosciuti del passato.
I volontari coinvolti durante il test hanno infatti dimostrato un parallelismo tra la reattività nel rispondere a stimoli uditivi ai quali sono stati sottoposti e la corrispondente reattività di pensiero necessaria all'elaborazione di forme creative in tempi rapidi, secondo uno schema che prevedeva all'aumentare del fastidio sonoro percepito, un aumento delle abilità intellettive legate a creazione e decisione.
Non è del tutto chiaro se sia la capacità di percepire suoni dotati di bassissime frequenze a stimolare la costruzione di una sfera cerebrale attiva o se sia la presenza di caratteristiche “geniali” a produrre un senso di fastidio più acuto rispetto alle ingerenze sonore provenienti dall'esterno, ma sicuramente lo studio americano è in parte riuscito a chiarire in modo squisitamente negativo cosa non possa venire considerato un genio.




