Londra, in arrivo divieto per i piercing ai genitali femminili
Probabilmente, nulla al mondo spaventa l'universo maschile quanto la sfera legata alla sessualità femminile, la cui potenza viene avvertita come una potenziale minaccia all'ordine costituito al punto da spingere intere società a regolare la propria struttura su una sorta di castrazione condotta a livello morale (si pensi alle streghe nel medioevo) o addirittura, ancor più crudelmente, fisico.
Un problema sorge quando sono le stesse donne a decidere di voler “abbellire” (estremamente virgolettato) le proprie parti intime mediante il ricorso a quegli strani piercing in grado di trasformare le loro zone più nascoste in una sorta di bizzarro incrocio tra un cyborg e un insieme di sberluccichii del tutto imprevisti.

In Inghilterra, dove le bizzarrie normative sono all'ordine del giorno, hanno deciso di prendere una decisione quantomeno drastica, andando a vietare dal prossimo mese di Aprile i piercing ai genitali femminili, in quanto la pratica è stata ritenuta equiparabile alle mutilazioni genitali e per tanto illecita.
Premesso che a nostro avviso equiparare una seppur discutibile scelta estetica libera e personale ad una crudele pratica che si traduce nella tortura di milioni di giovani donne in tutto il mondo, risulta piuttosto irrispettoso nei confronti di chi le mutilazioni genitali le ha subite davvero, la decisione presa dal Servizio Sanitario Ingelse (Nhs) si basa sulla concordanza con presunte linee guida emanate dall'Oms in materia di normative igieniche e sanitarie legate a piercing e tatuaggi ed è frutto della volontà di combattere le numerose mutilazioni genitale femminili abusive, operate in contesti violenti, presenti sul territorio inglese.
Secondo le stime diffuse dal Dipartimento della Salute inglese, pare infatti il fenomeno legato a giovani donne trattate a seguito di lesioni riportate a causa di mutilazioni genitali effettuate in contesti abusivi sia in costante aumento in Gran Bretagna e che la piaga stia assumendo i contorni di un'emergenza sanitaria tale da spingere il governo inglese ai ripari.
Non vedendo ragione alcuna che possa giustificare la normativa, dal momento che le mutilazioni genitali erano fuori legge anche prima della svolta anti-piercing e che la loro illiceità non ha certo arginato il fenomeno, restano i dubbi su una scelta che pare ideata ad hoc per limitare la sfera delle potenzialità sessuali femminili e la libertà di fruire del copro umano (seppure in maniera palesemente bizzarra) come meglio si crede; soprattutto perché l'universo maschile potrà continuare ad apporre anelli di metallo dove meglio crede, persino in zone dove il sole non batte da secoli.





