Acqua potabile dal mare: ideato un dissalatore ad energia solare

08 Mag 2015
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Acqua potabile dal mare: ideato un dissalatore ad energia solare

Un po' come accadrebbe ad un ipotetico bambino calato i una pasticceria con mani legate e bocca imbavagliata, l'umanità si trova costantemente alle perse con il problema derivante dalla presenza di risorse idriche pressoché illimitate, ma inutili a colmare i fabbisogni derivanti dalla sete, per via di quell'enorme contenuto salino che renderebbe l'ingestione di acqua marina alla stregua di una fucilata all'intestino.

Con l'intento di prendere due piccioni con una fava e di sfruttare acqua e sole per scopi legati all'approvvigionamento acquifero, un gruppo di ricercatori del Mit (Massachussetts Insistute of Techonology) è riuscito a dar vita ad un particolare dissalatore che consente non solo di rendere potabile l'acqua del mare, ma che trova pure nella presenza di energia solare il motore in grado di alimentare il suo funzionamento.

mitdissalatoreenergiasolare

Insignito del prestigioso premio Desal 2015, istituito dall’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale degli Stati Uniti (USAID) e riservato all'invenzione dalla maggior utilità sociale e ambientale, il dissalatore di Boston è stato ideato per far fronte alla infinite carenze idriche presenti nel mondo e per portare all'interno dei villaggi dell'India, perennemente alle prese con difficoltà di reperimento di acqua potabile e siccità, il quantitativo di acqua necessario a soddisfare i basilari bisogni.

Sfruttando la presenza di comuni pannelli solari, il dissalatore fotovoltaico mette in atto un processo di elettrolisi inversa, andando a separare gli ioni salati presenti nell'acqua dalle molecole di ossigeno e Idrogeno, per poi procedere ad una sorta di purificazione in grado di rendere il liquido ottenuto completamente privo di scorie o residuo fisso e dunque totalmente potabile.

In sostanza, partendo dall'assunto che il sale disciolto in acqua si componga di ioni (cioè atomi caricati in modo sbilanciato) positivi e negativi, il dispositivo riesce a mettere in atto un particolare processo chimico che sfrutta l'azione esercitata dagli elettrodi presenti nel dissalatore per spingere gli ioni a “staccarsi” dagli atomi ai quali si sono legati e dar vita ad un percorso inverso a quello che si genera, ad esempio, sciogliendo del comune cloruro di sodio in un bicchier d'acqua.

Secondo gli ideatori del progetto, il dissalatore potrebbe rendere potabile circa il 40-60% dell'acqua marina impiegata nel processo, consentendo così un enorme approvvigionamento e idrico e la liberazione di quelle mani perennemente legate dietro la schiena dell'umanità, proprio nel cuore della pasticceria più fornita al mondo.

 

Cinese di Maputo

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