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Niente cani all'Expo, la Lorenzin chiede di rivedere le regole

09 Lug 2015
Niente cani all'Expo, la Lorenzin chiede di rivedere le regole

La recente enciclica ambientalista di Papa Francesco ha portato, per qualche istante, all'attenzione delle cronache planetarie una visione antropocentrica della realtà in base alla quale il mondo viene sovente percepito come un oggetto ideato ad uso e consumo della specie umana, con buona pace per gli altri abitanti del pianeta Terra e del suo ecosistema.

Non stupisce dunque che quando impieghiamo l'espressione “Nutrire il Pianeta” in realtà ci riferiamo alla semplice volontà di nutrire noi stessi, andando ad escludere dal novero altre forme di vita, fino al punto di impedire addirittura l'accesso ai cani in quei padiglioni dai quali dovrebbe partire la comprensione e la tutela delle biodiversità e delle differenze agro-alimentari che caratterizzano il nostro universo privato.

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Percepito come un deterrente da buona parte di visitatori e come un'imposizione disumana dai più disparati avventori, il divieto di ingresso ai cani che contraddistingue le ferree regole di Expo 2015 ha trovato tuttavia in queste ore un acerrimo nemico nel ministro Lorenzin, volenterosa di giungere ad una rapida revisione dell'assurda restrizione.

Nella giornata di ieri, la Lorenzin ha infatti impugnato carta e penna (virtuali, si intende) ed ha scritto al commissario Sala, chiedendo che venga finalmente abbattuto il divieto e venga consentito l'ingresso ai simpatici quadrupedi, inconsciamente desiderosi di trascorrere una giornata in compagnia dei loro padroni e di un clima reso artificialmente ben più tollerabile di quello che avvolge Milano all'esterno della grande esposizione universale.

Alla base del divieto imposto agli animali di compagnia, vi sarebbe il classico zelo burocratico all'italiana che ha portato il commissario Giuseppe Sala a stabilire norme in grado di accordarsi con le leggi in vigore che prevedono il divieto di ingresso per gli animali domestici all'interno di luoghi i cui si preparano o si conservano alimenti, Expo dunque incluso.

Comprendendo a fondo il malumore di tutti quei turisti che non hanno alcuna intenzione di lasciare a casa il loro cane per ore e ore, la Lorenzin si è dunque fatta portavoce del diffuso malcontento, invocando una regola definita come “al passo coi tempi” e magari funzionale a far comprendere come l'esigenza di nutrire il Pianeta non riguardi semplicemente i suoi inquilini privilegiati, reputati tanto importanti da sacrificare a cuor leggero persino le esigenze dei loro amici più fidati.

 

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