Carni rosse: la Lorenzin frena gli allarmismi
Il fulmine lanciato in un cielo poi non tanto sereno dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha recentemente annoverato le carni rosse e lavorate tra le sostanze altamente cancerogene, ha ovviamente scosso un mondo che si nutre di carne e che proprio sulla lavorazione dei prodotti da macello vive e prospera, Italia in prims.
Dopo l'inevitabile replica di oncologi e allevatori, oggi è il turno del Ministro della Salute Lorenzin, scesa in capo per sottolineare come il “sistema Italia” si torvi ad essere sicuro, qualitativamente eccelso e ben distante dai rischi paventati dall'Oms attraverso il suo allarmistico editto anti-carni.

Secondo la Lorenzin, le preoccupazioni espresse dall'Oms riguarderebbero infatti solo ricerche in fase iniziale e andrebbero ad assumere il valore catastrofico diffuso dai media solo in caso di prodotti da macello ricchi di sostanze tossiche, lavorati senza le accortezze del caso e privi di quella qualità che contraddistingue invece la produzione nostrana di salumi e insaccati.
Il Ministro ha dunque invitato gli Italiani a non cedere alla sirene dell'allarmismo e a proseguire con il normale, ma moderato, consumo di carni italiane, riponendo la massima attenzione verso la scelta del prodotti e cercando di evitare quelli ricchi di conservanti e sostanze potenzialmente cancerogene.
Ha fatto eco alla Lorenzin anche il Ministro delle Politiche Agricole Murizio Martina che ha voluto invitare ad evitare generalizzazioni e a non cedere a quel panico sociale che potrebbe mettere in ginocchio la florida industria italiana e condurre alla crisi un settore di fatto alieno da responsabilità in materia di genesi di tumori.
In realtà, i dettami dell'Oms non riguardavano tanto la qualità dei prodotti, quanto il consumo di carni rosse e lavorate di per sé, dato che il processo di macellazione segue modalità più o meno identiche e che il ricorso a conservanti risulta imprescindibile per quanto riguarda insaccati, wurstel e salsicce.
Premesso che, a nostro avviso, la verità sta come sempre nel mezzo e che i rischi legati ad un consumo eccessivo di carne rossa sono noti da molto tempo prima che l'Oms prendesse posizione, l'invito ministeriale può tranquillamente venire accolto di pari passo a quello che imporrebbe la moderazione sotto ad un cielo mai come ora denso di nubi e fulmini.





