C'era una volta il Malato Immaginario di Moliere: un oscuro individuo di nome Argante, talmente convinto di aver contratto ogni patologia presente sulla faccia della terra da trasformare in un'autentica malattia la sua ingiustificata apprensione.
In quell'enorme commedia rappresentata dalla modernità, ad ogni azione umana è ormai venuta a corrispondere una sindrome (più o meno inventata) che trasforma la vita in una sorta di malattia, dalla quale non si guarisce proprio mai: esiste infatti la sindrome post-parto; quella pre-parto; quella di Stoccolma, quella di Stendhal; quella da fuso orario; quella da variazione climatica; quella da colloquio di lavoro imminente; quella da accumulo di stress; quella da inattività e, infine, quella da rientro.

Reale o fittizia che sia, la sindrome da rientro colpisce almeno un Italiano su due (stando a stime elaborate su un campione statistico di 1100 individui) ed è difficile trovare un individuo che si ripresenti in ufficio gioioso e sano come un pesce, dopo aver trascorso le ultime settimane sulla spiagge dei Caraibi o in un eremo disabitato.
Al fine di evitare di incappare in tutti quei disagi fisici e psicologici che condizionano i lunghi periodi seguenti al rientro dalle ferie, il sito “In a bottle” ha redatto un decalogo (sono proprio dieci, stavolta non è uso improprio del termine) di consigli e piccoli accorgimenti, atti a restituire la salute perduta agli italiani tornati loro malgrado in ufficio.
In primo luogo (1) è utile dedicarsi ad attività piacevoli durante gli ultimi giorni di vacanza, per favorire un rientro più “soft” e (2) ripristinare i propri bioritmi già dall'ultima settimana di ferie, puntando la sveglia al consueto orario delle nostre levatacce mattutine.
Occorre poi (3) continuare, una volta rientrati a svolgere attività all'aria aperta per favorire il rilascio di endorfine, utili al buon umore, e (4) approcciarsi con gradualità agli impegni di lavoro.
Buona norma (5) sarebbe effettuare pranzi ad orari regolari, possibilmente (6) suddivisi in cinque piccoli pasti al giorno per non affaticare lo stomaco e garantirsi una digestione agevole, (7) bevendo inoltre molta acqua e (8) consumando un abbondante quantitativo di frutta e verdura fresche e di stagione.
Vivamente consigliata (9) la riduzione dell'apporto calorico in caso di sovrappeso e (10) assolutamente bandito il consumo di alcolici per tutto il mese successivo al rientro.
Secondo Michele Cucchi, psichiatra e direttore sanitario del centro medico Santagostino di Milano, la sindrome da rientro porta con sé un serie di disturbi fisici (tra i quali difficoltà digestive, ansia, tachicardia, confusione e sudorazione eccessiva) che, in caso vengano trascurati o minimizzati, sono destinati a protrarsi nel tempo e a rendere complesso il nostro rientro alla normalità.
Se vi siete riconosciuti nella sintomatologia proposta, suggeriamo l'adozione delle norme elencate e un po' di pazienza affinché il nuovo stile di vita produca l'effetto sperato, magari solo dopo esservi accertati che le problematiche non siano invece legate a qualche malattia immaginaria o al terrore stesso di aver contratto la perniciosa sindrome: in tal caso, purtroppo, non vi è rimedio.










