Il più grande contributo del compianto Steve Jobs alle sorti dell'umanità consiste, probabilmente, nell'essere riuscito a rendere attraente agli occhi del grande pubblico una sequenza di dispositivi elettronici guardati fino a qualche anno prima come strumenti di tortura per la mente, utili al massimo per distrarre i secchioni dalle loro tempeste ormonali.
In modo del tutto analogo, qualche genio della comunicazione ha scoperto tempo addietro che la pratica del digiuno, rifuggita come la peste nell'Italia post-bellica, poteva trasformarsi in una tendenza globale se resa accattivante con i dovuti accorgimenti; ed è così che sono nate centinaia di correnti che si propongono di illuminare il mondo sulle gioie della rapida perdita di peso priva di sforzo.

Benché ognuno segua la corrente più in sintonia con il proprio vissuto e con i propri gusti, risulta comunque impresa ardua per i seguaci della dieta della tisana, di quella del gelato, di quella a zona, di quella a uomo (con il libero dietro la difesa) e di quella del pugno di mosche, spiegare scientificamente le ragioni della propria superiorità dottrinale, anche perché queste fantomatiche ragioni, in realtà non esistono.
Una metanalisi effettuata dai medici dell'Hospital for Sick Children Research Institute di Toronto ha preso in esame i risultati relativi ad oltre 50 ricerche compiute su soggetti sovrappeso e sulla loro possibilità dimagrimento, giungendo alla conclusione che le varie diete non garantiscono risultati differenti tra loro in termini di perdita di peso.
Lo studio, basato sui un campione complessivo pari a 7300 persone, ha preso in analisi i dati relativi al monitoraggio degli effetti delle principali diete (Atkins, zona, Craig South Beach) e ha successivamente incrociato gli esiti al fine di stabilire l'esistenza di un'eventuale gerarchia dei regimi ipocalorici e della capcità di un singolo regime di porsi come più efficace ai fini della perdita di peso.
Dalla ricerca è emerso che tutte le diete in esame garantiscono identici risultati in caso le si segua alla lettera, ma nessuna di essa possiede un vantaggio intrinseco rispetto alla concorrenza, dal momento che la chiave per perdere peso è rappresentata dal basso contenuto di calorie quotidiane proposto da ognuna di loro e non dalla presunta capacità di una determinata combinazione alimentare di accelerare il processo o di interagire con il metabolismo del paziente.
Sebbene la dieta Low carb (quella cioè a basso contenuto di carboidarti) abbia fatto registrare un lievissimo vantaggio sulle altre, la completa eliminazione dei carboidrati (o dei grassi) dalla propria tavola non è risultata essere di per sé garanzia della validità della dieta seguita, né la ragione profonda alla base della perdita di peso conseguita e le varie filosofie si configurano dunque come egualmente efficaci, se inserite in quadro complessivo dominato da un regime ipocalorico e destinate a fallire in caso contrario.
Rimuovere totalmente un principio nutritivo dalla propria dieta, spiegano i ricercatori, non è quindi ragione sufficiente a garantire il raggiungimento dell'obiettivo prefissato e può rivelarsi pericoloso per la nostra salute a lungo termine, andando a generare carenze a livello vitaminico o di acidi grassi essenziali.
Da un punto di vista di apporto nutritivo, la dieta migliore resta dunque quella Mediterranea (più vicina ad uno stile di vita che non ad una corrente pseudo-scientifica), in virtù della sua intrinseca varietà e della sua capcità di non rincorrere la demonizzazione di un determianto alimento, o, in alternativa, un qualunque regime alimentare completo che ponga l'accento sulle quantità consumate e non sulla nocività di un elemento in sé, casi di intolleranza individuale ovviamente esclusi.
La ricerca spazza così via l'aspetto mistico-sociale di numerose correnti di pensiero in ambito nutrizionale e si propone di fare chiarezza in un mondo dominato più dalla confezione che dal contenuto: l'ideale sarebbe dunque farsi prescrivere una dieta personalizzata sulla base delle proprie necessità e tentare di seguirla tenendo traccia dei progressi quotidiani, magari grazie all'ausilio di una di quelle infinite funzioni presenti sui nostri Iphone e Ipad.










