Raccolta differenziata, aumenta la sensibilità in Italia

20 Mag 2015
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Raccolta differenziata, aumenta la sensibilità in Italia

La passione infantile per fumetti e supereroi è tradizionalmente associata a quella volontà di “salvare il mondo” dai suoi infiniti guai che accompagna una fase della nostra vista contraddistinta da fiducia e ingenuità; entrambi elementi che si trovano spesso destinati a cadere di fronte alla reale comprensione delle leggi che governano la vita in società.

Anche senza indossare mantelli e costumi mimetici, risulterebbe spesso possibile risparmiare al mondo alcune inutili sofferenze mediante l'adozione di piccoli gesti e minuscole precauzioni, andando ad apporre, ad esempio, i rifiuti nei loro appositi contenitori destinati alla raccolta differenziata, anziché gettarli alla rinfusa spinti dalla convinzione in base alla quel tanto oramai peggio di così non può andare.

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Stando ai dati recentemente diffusi dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) pare che i nostri concittadini si siano, seppur tardivamente, accorti dei benefici derivanti dall'arte del riciclo e che la nostra Penisola sia sempre più sensibile, da Nord a Sud, al tema della raccolta differenziata.

In soli quattro anni, dal 2010 al 2013, la percentuale di rifiuti urbani destinati al riciclo è salita di oltre sette punti passando da un esiguo 35,3% complessivo ad un 42,3% che lascia presagire la possibilità di raggiungere il fatidico obiettivo del 50%, considerato dagli esperti come traguardo da tagliare entro i prossimi due anni.

L'incremento di raccolta differenziata ha comportato, logicamente, una decrescita dell'ammontare di rifiuti “non riciclabili” da 32,4 milioni di tonnellate annue a 29,5, con un notevole risparmio sia in termini di Co2 prodotta nel processo di combustione, sia in termini di costi nel processo produttivo che conduce in direzione del riutilizzo di quanto scartato.

A fronte di un trend generale complessivamente positivo, permangono comunque alcune differenze geografiche non indifferenti, con stime che parlano di punte record al Nord, pari al 54,43% e di un ritardo del Meridione ancorato ad una media di smaltimento apri al 28,86%; misura che rende alla perfezione l'idea della presenza di ostacoli burocratici in grado di rallentare la crescita.

Più virtuose, infine i piccoli centri rispetto alle aree metropolitane di riferimento: le maggiori città italiane hanno infatti fatto registrare una media di smaltimento sensibilmente inferiore a quella dei comuni limitrofi, riportando all'attenzione le problematiche connesse con le difficoltà di riciclo nei grandi centri.

Con la speranza che la tendenza possa crescere ancora e portare il nostro Paese in linea con le elevatissime medie di riciclo presenti nel nord Europa, invitiamo ad un'ulteriore sensibilizzazione di massa in grado di ridurre l'impatto dei rifiuti urbani: in fondo, per salvare il mondo, alle volte bastano gesti minuscoli e un minimo di attenzione a quanto accade nel nostro ambiente familiare.

 

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