Il gioco d'azzardo costa agli Italiani uno stipendio all'anno

22 Mag 2015
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Il gioco d'azzardo costa agli Italiani uno stipendio all'anno

Si ritiene spesso che tutto ciò che è proibito costituisca un'attrattiva ai nostri occhi del tutto irresistibile e che siamo portati ad assumere determinati comportamenti sociali sulla base della semplice spinta procurata dal brivido di commettere un'azione illegale, illecita o immorale.

Niente di più falso: la legalizzazione del gioco d'azzardo in Italia messa in campo dallo Stato circa vent'anni fa, attraverso l'introduzione dei Gratta e Vinci e lo sdoganamento delle scommesse sportive, pare non aver affatto attenuato il vizio, ma, al contrario, fornito nuovi incentivi ai soggetti affetti da ludopatia, passati rapidamente da bische clandestine e fumose sale da poker a ricevitorie autorizzate con il medesimo effetto, consistente nel continuo sperpero di denaro.

giocoazzardoosseervatorio

Secondo una stima elaborata da Redattore Sociale, l'ammontare medio di spesa per gli Italiani nel gioco d'azzardo arriva quasi ad uno stipendio l'anno, vale a dire che, nell'arco dei dodici mesi, i nostri concittadini sperperano più o meno l'equivalente di uno tredicesima in slot machine, Gratta e Vinci, lotterie statali, scommesse sportive e ogni altro diabolico macchinario ideato con il solo fine di aprire buchi enormi nelle tasche dei contribuenti.

Per la precisione, la cifra investita ogni anno dagli Italiani nel gioco d'azzardo equivale a 1431 euro, per un ammontare di spesa complessiva quantificato nella misura di 84,4 miliardi nel corso del 2014; cifra che, sebbene in decrescita rispetto al 2013 , rende comunque l'idea di un fenomeno che ha ormai assunto i connotati di un'autentica epidemia collettiva.

In attesa che il ministro Lorenzin si appresti a varare l'ennesimo Osservatorio sul Gioco d'Azzardo nostrano, finalizzato a “proteggere” i soggetti a maggior coefficiente di rischio di fronte ai pericoli derivanti dalla ludopatia, non resta che osservare come decidendo di sdoganare la pratica ben oltre gli angusti confini del Totocalcio non sia affatto giunti a rendere il lecito poco attraente agli occhi di coloro che soffrono di un'autentica patologia psichiatrica, legale o illegale che sia.

 

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