Oggi, primo luglio, è il giorno più lungo dell'anno
Persino la persona più scettica al mondo riguardo l'adozione delle convenzioni che regolano il corso della nostra esistenza, converrebbe che la comune suddivisione del tempo in giorni, minuti e secondi sulla base dei cicli astronomici risulta essere una trovata geniale ed impeccabile, magari facendo una piccola eccezione per quel disavanzo di circa sei ore ogni anno che porta l'introduzione del 29 febbraio con cadenza bisestile.
Eppure, nel colossale ingranaggio ideato dall'uomo per definire la misura del tempo. può capitare di imbattersi ogni tanto in un minuscolo granello di sabbia che rischia di inficiare l'intero apparato teorico, come nel caso del fenomeno denominato Leap Second che porta la giornata del primo luglio ad essere insolitamente più lunga di un secondo esatto.

A causa della presenza di un sistema di misura atomica del tempo basato su orologi più precisi di quanto non lo sia l'effettivo moto della Terra, si è notata una dispersione temporale, pari ad un secondo, che porta gli orologi a precedere la rotazione terrestre e a rendere necessaria l'introduzione di un secondo artificiale in grado di riportare il tutto alla naturale coordinazione.
In sostanza, gli orologi atomici sono basati sul fatto che la Terra compia un movimento intoro al suo asse ogni 24 ore, ma , a causa di rallentamenti di natura squisitamente fisica, la misurazione del tempo concepita in questo modo conduce in direzione di un errore, pari ad un secondo, in base al quale gli orologi anticipano l'effettivo moto terrestre.
Tradotto su un versante pratico, tutto ciò significa che nella notte tra il 30 giungo e il primo luglio, alle ore 23.59 di Greenwich (le due del mattino da noi) gli orologi si sono fermati per un secondo, per poi ripartire, facendo dunque in modo che la giornata di ieri in Inghilterra (e nazioni inserite sul medesimo parallelo) fosse più unga di un secondo rispetto alle altre, mentre in Italia a godere del secondo in più è stata la giornata di oggi primo luglio.
Se la cosa può apparire alla stregua di una mera curiosità, occorre ricordare che in analoghe occasioni si fecero registrare persistenti malfunzionamenti del Web, tali da imporre ai maggiori providers la messa in atto di misure in grado di ingannare la mancata sincronizzazione tra orologi atomici e Terra e di simulare quel normale scorrimento del tempo accettato come dato di fatto persino da chi risulta piuttosto infastidito di fronte a convenzioni e dati acquisiti.





