Questo sito utilizza Cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi sapere di più clicca su "Maggiori informazioni"

Pentiti del tatuaggio? Attenzione a quando rimuoverlo

03 Lug 2015
189 volte
Pentiti del tatuaggio? Attenzione a quando rimuoverlo

Per quanto avarizia, ingordigia, desiderio di successo e forza di volontà rappresentino fortissimi moventi all'azione umana, non esiste al mondo una spinta propulsiva più forte di quella rappresentata dall'Amore, nobilissimo sentimento che ci spinge spesso in direzione di atti estremi e che ci porta talvolta a volere incidere le lettere che compongo il nome dell'amata(o) sulla pelle a carattere cubitali.

Anche di fronte ad una forza interiore sovraumana, l'amore resta tuttavia un sentimento destinato a concludersi, spegnersi ed esaurirsi, mentre il tatuaggio corrispondente, ahimè, assume spesso i contorni di quell'eternità che avremmo desiderato, nel nostro slancio affettivo, imprimere al sentimento che l'aveva generato.

tatuaggiorimozioneintervento

Secondo i dati recentemente diffusi dall'Associazione italiana di Chirurgia Plastica Estetica, sono in continuo aumento i nostri concittadini che tendono a pentirsi di un tatuaggio effettuato e a ricorrere alle poco amorevoli mani dei chirurghi per rimuovere un'incisione ormai divenuta obsoleta, poco rappresentativa della nostra indole o addirittura sgradita.

Solo nel 2014 si sono infatti registrati 12 mila interventi in Italia finalizzati alla rimozione di tatuaggi, molti dei quali originati da pentimento individuali e altri da necessità professionali che hanno imposto la cancellazione di ogni traccia di inchiostro dalla pelle.

Rimuovere un tatuaggio resta tuttavia un'impresa piuttosto complessa e le tecniche comunemente in uso rischiano di danneggiare l'epidermide e di dar luogo a persistenti e dolorose cicatrici, dal momento che l'opera di rimozione risulta spesso un procedimento oneroso e talvolta persino impossibile.

Prima di decidere di rimuovere un tatuaggio, ricorda il vice presidente dell'Associazione chirurghi estetici, occorre infatti sapere che l'esito dell'operazione non è automaticamente garantito e che esistono tatuaggi che non possono essere integralmente eliminati.

Onde evitare dunque, di assistere al verificarsi di fenomeni ancora più sgradevoli di quelli a cui si intendeva porre rimedio è opportuno ponderare determinati fattori, primi tra tutti quelli relativi alla scelta del periodo dell'anno in cui si intende sottoporsi all'intervento e alla gestione delle possibili complicazioni.

Un intervento di rimozione può infatti richiedere 6 o 7 settimane di trattamento, a seconda della grandezza del tatuaggio e comportare la comparsa di fastidiose irritazioni o bollicine cutanee, ragion per cui è meglio scegliere una fase dell'anno in cui non si è costretti a mostrare in pubblico la sezione di pelle temporaneamente danneggiata: prima di dover incorrere in una serie di domande relative a pentimenti improvvisi e a quell'eterno amore, così magicamente sfumato nei suoi rivoli di inchiostro sbiadito.

 

Cinese di Maputo

I più letti

logo bianco

Quotidiano di informazione online che parla di benessere, salute, tecnologia e sport. Offre informazioni in tempo reale sulle principali novità di settore.

   

 Contatti