Se siete sposati, fidanzati, o semplicemente avete deciso di imbarcarvi in un lunga amicizia che dura fin dai tempi dell'asilo, saprete senz'altro quanto ogni rapporto di coppia si componga quotidianamente di metaforiche montagne da scalare; di salite e discese da affrontare insieme per evitare di venire risucchiati in quella palude fatta di noia, ripetizione e assenza di comunicazione che tende a trascinarci continuamente verso il basso.
Stabilire un rapporto duraturo con un'altra persona vuol dire innanzitutto essere disposti ad accettare le debolezze altrui e riuscire ad adeguare il nostro passo di marcia sulle esigenze del nostro(a) compagno(a), condizione indispensabile al fine di percorrere insieme un lungo cammino, al termine del quale l'orizzonte che ci si apre davanti agli occhi ricompensa ampiamente le fatiche alle quali ci siamo sottoposti.

Dal momento che siamo ormai tutti (chi più e chi meno) allenati alla condivisione di gioie e dolori, perché non tentare dunque di trasferire le nostre scalate da un piano puramente ideale a quello molto reale (e molto inclinato), proposto annualmente dalla Maratona della Valle Intrasca?
L'evento, che giunge quest'anno alla sua quarantesima edizione complessiva, è un'avvincente sfida Trail che conduce centinaia di coppie di appassionati di podismo (che siano di amici, fidanzati, colleghi o parenti, non fa differenza alcuna) a misurarsi con le vette che si ergono appena sopra le rive del Lago Maggiore a partire dal comune di Verbania, sede logistica e cuore dell'evento.
Il percorso di gara si compone di un itinerario di 35 km che prende il via dalla centralissima Piazza Ranzoni di Verbania, per poi inerpicarsi lungo sentieri e stradine montane in direzione del rifugio Cai Verbano (ubicato presso il Pian Cavallone) dopo aver affrontato ascese, salite ed asperità per un dislivello complessivo di oltre 1634 metri sul livello del mare ed aver attraversato i tratti più celebri e amati dall'universo trail Piemontese (anche quest'anno, non mancherà il passaggio che conduce da Pala a Mazzina, dopo il recente via libera degli organizzatori).
A fianco della Maratona a cui è intitolato l'evento, si svolgerà la tradizionale Maratonina, strutturata su un percorso più breve (all'incirca 17 km di lunghezza e 350 metri di dislivello) e riservata a tutti coloro che inorridiscono alla sola idea di partecipare alla gara in coppia e che preferiscono invece cimentarsi con un'ascesa individuale, tenendo per sé tutti gli onori e gli oneri derivanti da successi e fallimenti.
A poco più di una settimana dal via della Maratona della Val Intrasca, oltre 230 coppie di atleti hanno già sottoscritto la propria iscrizione e molti nomi piuttosto noti nel mondo del trail hanno confermato la loro adesione, tra i quali spiccano quello di Alberto Cornazzi, già vincitore di due edizioni, che correrà in coppia con Ennio Frassetti, trionfatore di un'edizione e secondo assoluto lo scorso anno.
L'evento piemontese è ormai da anni una tappa obbligata per tutti gli amanti della corsa off-road e trova i suoi principali punti di forza (oltre che in una longevità decisamente invidiabile) in uno scenario da favola, impreziosito dall'alternanza tra suggestioni lacustri e montane, e in una formula di gara del tutto particolare, che consente anche ad atleti consumati di trovarsi alle prese con un'inedita andatura a coppie e con la possibilità di impostare il proprio ritmo sulle esigenze del compagno.
A finaco dell'evento, non mancheranno le consuete inziative destinate a trasformare la corsa in una festa cittadina: la giornata di sabato 31 Maggio sarà dedicata ai più piccoli, con numerose inizative di tipo ludico-sportivo messe in campo dal comune di Verbania; mentre la domenica della gara (1 Giugno), la festa proseguirà con il locale "Baraonda Festival" e con numerosi eventi a tema che animeranno la città fino a sera.
Quasi dimenticavamo di sottolineare che, a prescindere da quello che sarà il vostro risultato in gara, la più grande ricompensa è costituita dalla possibilità di rimirare l'orizzonte della Valle Intrasca insieme alla persona scelta per prendere parte alla maratona: volete mettere la soddisfazione?
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DOVE ALLOGGIARE IN ZONA
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(comunicato stampa)
18,00 euro solo fino a LUNEDI’ 26 MAGGIO
Tre Campanili Half Marathon, gara ‘anticrisi’. Compreso anche il pasta party
(Vestone) – Passano i giorni e si avvicina sempre più la Tre Campanili Half Marathon del 6 luglio, la mezza maratona internazionale di corsa in montagna organizzata dall’Atletica Libertas Vallesabbia in collaborazione con Polisportiva Pertica Bassa e Comune di Vestone che oltre ad essere l’ente patrocinante è il primo vero sponsor dell’evento.
Una competizione ‘anticrisi’ come ama definire il patron dell’evento Paolo Salvadori, che vedrà in lunedì 26 maggio l’ultimo giorno utile per potersi iscrivere a tariffa agevolata, solo euro 18,00. “Un importo direi introvabile in qualsiasi altra mezzamaratona italiana, tanto più con un pacco gara di primissimo livello e comprensivo anche del pasta party finale”.
Un’occasione da non perdere la Tre Campanili Half Marathon 2014, poca spesa e divertimento assicurato per chi si iscrive subito: dal giorno 27 maggio fino al 16 giugno il costo per aggiudicarsi il pettorale sarà di euro 22,00, mentre ancora successivamente salirà ad euro 26,00. Sarà possibile inoltre ritirare il pettorale anche domenica mattina prima della gara.
Per iscriversi, clicca qui.

Cesare Monetti
Ufficio Stampa Trofeo Tre Campanili – Vestone (Bs)
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Troppa grazia Sant'Antonio!
Narra un'antica leggenda che un commerciante, improvvisamente arricchitosi, avesse comprato un cavallo, ma faticasse a montarvi in sella perché le sue gambe erano troppo corte per cavalcare il destriero.
L'uomo si rivolse allora a Sant'Antonio chiedendogli la grazia e, quando si trovò nuovamente a tentare di balzare in sella al cavallo, spiccò un salto talmente lungo che finì con lo scavalcare l'equino finendo a gambe all'aria, vittima delle sue stesse richieste e della troppa generosità concessagli dal santo.

Il divertente aneddoto è all'origine di una delle espressioni più fortunate della lingua italiana che, da un lato viene impiegata correntemente per denotare un'imprevista munificenza rispetto alle aspettative, dall'altro pone l'attenzione su quanto Sant'Antonio da Padova sia amato e venerato nella nostra tradizione popolare.
Con l'intento di celebrare degnamente il santo, originario di Lisbona e divenuto nell'immaginario collettivo l'emblema stesso della città euganea, a Padova hanno deciso di intitolargli la splendida maratona locale, dando via ad un curioso mix tra sacro, profano e movente sportivo, volto a cementare la forte identità locale sotto l'emblema della passione podistica.
La Maratona S.Antonio giunge quest'anno alla sua 15° edizione complessiva ed è ormai un classico in grado di animare la città veneta con le sue numerose iniziative e con il proverbiale buonumore che circonda l'evento; nata nel 2000, in concomitanza con il Giubileo, la competizione padovana ha saputo fin dagli esordi venire incontro alle numerose esigenze degli appassionati, dimostrandosi come un evento piuttosto versatile e capace di rinnovarsi ad ogni edizione attraverso modifiche del percorso e nuove iniziative che sono andate via via sommandosi alle precedenti.
La maratona si snoda lungo un percorso di 42,195 km interamente chiuso al traffico e ideato per ripercorrere il cammino compiuto da Sant'Antonio in punto di morte, nel 1231: dopo l'avvio previsto dal comune di Campodarsego, la competizione conduce i partecipanti alla scoperta dei paesi dello storico “graticolato romano” (San Giorgio delle Pertiche, Camposampiero, Massanzago) per poi giungere a Padova attraverso la Strada Statale intitolata al Santo, ricalcando così gli ultimi passi di Antonio in vista del traguardo cittadino.
A fianco della competizione principale, gli organizzatori hanno previsto la possibilità di cimentarsi con una mezza maratona, introdotta nel 2009, che prende il via da Camposampiero (paese nel quale Sant'Antonio trascorse gli ultimi giorni di vita) e prevede la presenza, nella sua parte iniziale, di un itinerario originale e caratteristico, prima che il tracciato si sovrapponga a quello della maratona, in corrispondenza del Santuario del Noce.
A completare la ricca proposta padovana, non mancheranno le, ormai consuete iniziative “stracittadine” dedicate ad un pubblico di amatori, che porteranno gli appassionati a correre lungo tre distinti percorsi (di 13, 5 e 1 km), calibrati su ogni tipologia di esigenza e bagnati da un incredibile successo di pubblico, con oltre 20000 partecipanti durante l'edizione 2013.
L'appuntamento è fissato per domenica 27 Aprile e l'occasione è ottima per prendere parte ad un grande evento nel quale una forte identità locale si fonde con un ampio respiro internazionale, dovuto dalla presenza al via di top runners provenienti da ogni parte del mondo e ad un tracciato (misurato e omologato) in grado di esaltare le doti dei velocisti, senza mai risulatre ripetitivo.
Se poi, per caso, dovesse capitarvi di riuscire a strappare un successo finale, anche a fronte di una lacunosa preparazione atletica, e di sbargaliare l'agguerritissima concorrenza sulle strade padovane, allora non vi resterà che esclamare: troppa grazia Sant'Antonio!
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DOVE ALLOGGIARE IN ZONA
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Lo scrittore francese Jean Josipovici sosteneva che "vivere" vuol dire innanzitutto avere la capacità di ricominciare, fino alla fine e di fronte ad ogni traversia e difficoltà.
Capita alle volte, tuttavia, che le traversie e le difficoltà appaiano insormontabili e incomprensibili, come l'infamia che ha deflagrato Boston il 15 Aprile 2013, colpendo il cuore di una delle città più “europee” d'America e con esso i miliardi di appassionati che attendono le domeniche festive per dare sfogo alle loro gioie e alle loro fatiche.
La corsa è un istinto genuinamente vitale che porta il corpo umano a muoversi con lo stesso entusiasmo e la stessa spontaneità dei primi passi compiuti durante l'infanzia; chi ama correre trae piacere dagli elementi primordiali radicati nella natura umana; trae piacere dalle gentili carezze del vento, dall'armonioso rumore dei passi, dalla vista che apre un orizzonte altrimenti invisibile, dalla scoperta dei propri limiti e dalla volontà di superarli in un'incessante sfida con se stessi.

Chi ha colpito Boston non ha colpito solo gli Stati Uniti d'America e il loro governo; ha colpito l'umanità in quanto tale, rendendo nudi e vulnerabili miliardi di persone per i quali la corsa è una forma di libera espressione e la città del Massachussets, con la sua maratona, è il luogo simbolo di una modernità che ha saputo recuperare tradizioni antichissime, trasformandole in infinite occasioni di festa in tutto il mondo.
Di fronte allo sgomento di chi uccide senza firma, senza un volto e senza ragione, l'unico messaggio che ci resta è quello di ricominciare, con lo stesso entusiasmo e la stessa gioia dei primordi, creando un ponte ideale che attraversa il Terrore e lo sconfigge, relegandolo ad episodio marginale e incapace di arrestare il nostro percorso.
E Boston ha ricominciato, per le tre persone uccise, per Matin Richards di otto anni, per la ballerina Adriane Haslet-Davis che ora danza con una protesi, per l'eroe Jeff Bauman che ha perso entrambe le gambe, per tutti i 264 feriti da quelle ignobili pentole a pressione collocate lungo il percorso, a 150 metri l'una dall'altra, e fatte esplodere a 10 secondi di distanza (i nomi degli attentatori non ci va di ricordarli in questa sede, perché il Terrore non ha nome, non ha colore politico, non ha religione, né tanto meno una ragione per sopravvivere nella nostra memoria).
Boston ha ricominciato dalla staffetta simbolica che si è tenuta per ricordare le vittime e che ha portato i famigliari della vittime a tagliare il traguardo di Copley Square e ricomincerà lunedì 21 Aprile dalla maratona più antica dell'era moderna, che ha già fatto registrare un enorme aumento delle iscrizioni: saranno infatti ben 36000 gli atleti al via, 9000 in più rispetto alla passata edizione, provenienti da ogni parte del mondo per portare il loro messaggio di speranza e voglia di correre.
Non mancherà purtroppo il "fattore paura" che si concretizzerà nella disposizione di straordinarie misure di sicurezza con agenti in borghese, cani poliziotto addestrati a fiutare le bombe e telecamere di sorveglianza disseminate per tutto il tracciato di gara, per impedire nuove tragiche eventualità.
Senza che la memoria delle traversie svanisca, Boston ricomincia dunque dall'entusiasmo che l'ha sempre contraddistinata, con rinnovate ragioni per lanciare un messaggio di speranza destinato non solo agli appassionati di atletica, ma all'umanità del suo complesso: vivere significa ricominciare, fino alla fine.
Saluteremo il signor padrone con la so' risera neta, pochi soldi in la cassetta e debiti da pagare.
Così cantavano le mondine agli inizi del secolo scorso, mentre cercavano di farsi coraggio di fronte all'improbo carico di lavoro che le attendeva a partire dal mese di Aprile fino alla metà di Giugno, durante la stagione dedicata al raccolto nelle risaie.
La primavera era infatti, un tempo, il periodo dell'anno in cui gli allagamenti dei campi imponevano il trapianto delle piante di riso, operazione fondamentale per una coltura su cui si basava buona parte dell'economia del nord-ovest e occupazione che costringeva le lavoratrici ad assurde maratone di lavoro poco pagate.
A oltre cent'anni di distanza da quei turni di lavoro e da quei canti, il Piemonte continua ad essere uno dei luoghi fondamentali per la produzione del prezioso cereale nel nostro Paese e le risaie del vercellese si sono trasformate nel luogo ideale per celebrare la ricca coltura locale mediante una maratona, decisamente più suggestiva e divertente di quella forzata e sottopagata a cui erano sottoposte le mondine.

La Maratona del Riso nasce nel 2004, in concomitanza con l'Anno Internazionale del Riso, con un intento spiccatamente turistico che si propone di abbinare la passione per la corsa alla riscoperta di luoghi ricchi di storia dal fascino inconfondibile, dando così vita ad una competizione di primo piano che può vantare un ottimo riscontro di pubblico e il pieno supproto degli enti locali finalizzati alla promozione del territorio.
La manifestazione prende il via dal comune di Santhià (compiendo così un ritorno alle origini della gara), per poi condurre alla scoperta di tutti quei luoghi simbolo per l'economia della zona, strutturando i suoi 42,195 km lungo un itinerario principalmente pianeggiante che lambisce i territori di Tronzano, Bianzè, Corva, Salasco e San Germano, prima del ritorno al punto di partenza in occasione dell'epilogo.
A fianco della maratona, gli organizzatori hanno previsto, per questa undicesima edizione, la possibilità di cimentarsi con numerose opzioni alternative, che spaziano dalla mezza maratona fino ad arrivare ad un'inedita corsa leggera dedicata alle famiglie, in un'ottica di festa dello sport destinata a coinvolgere tutti gli appassionati presenti sul territorio.
Il percorso della “mezza”, nata nel 2013 per festeggiare il decimo anniversario dell'evento, condivide con la “sorella maggiore” i primi 8 km di gara, salvo poi seguire una differente biforcazione verso Asigliano, prima di ricongiungersi al percorso della maratona; la gara sulla distanza di 10 km è invece associata al Gran Premio di Vercelli e si configura come “sfida nella sida” che consente ai velocisti di esaltare le proprie doti su un percorso di gara molto scorrevole che conduce da Santhià a Tronzano.
Non mancheranno inoltre l'ormai tradizionalissima maratona sui roller blade (denominata Roller Marathon), destinata ad aggiunger un pizzico di colore ad un evento già unico di suo, e la debuttante Family Run, competizione dal carattere decisamente ludico-amatoriale, che conduce giovanissimi, genitori (e magari anche animali domestici) a misurarsi con un breve itinerario della lunghezza di 3 km.
L'appuntamento è fissato per giovedì Primo Maggio e l'occasione è ottima per trascorrere la Festa dei Lavoratori correndo attraverso quei luoghi che rappresentano, forse meglio di ogni altro, il simbolo della produttività e del duro sforzo nostrani; se poi, durante la dura maratona, dovesse venirvi l'istinto di canticchiare un motivetto per vincere la fatica, le parole le conoscete già.
In un'epoca non troppo remota, le infinite località presenti sul Pianeta Terra si dividevano nell'immaginario collettivo in “belle” e “brutte”, in base alla presenza (o all'assenza) di suggestioni di tipo naturalistico o di monumenti di interesse storico sulla loro superficie.
Posto che (a nostro avviso) di località veramente brutte non ne esistono perché non c'è luogo sulla Terra che non abbia una storia da raccontare o un angolo da visitare; quando nel 1945 venne fondata l'Unesco (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization), la presenza di un'ente supremo in grado di certificare quei posti tanto pregiati da meritare un apposito riconoscimento, scatenò una frenetica rincorsa all'ambito titolo.
Proprio come durante una cerimonia che incorona la reginetta di un ballo universitario, le località che erano belle non si accontentavano più di essere soltanto belle, ma pretendevano dall'organizzazione facente capo alle Nazioni Unite un riconoscimento esplicito da esibire in bella mostra sui cartelli stradali che danno il benvenuto a turisti e locali.
Potersi fregiare del titolo di Patrimonio Unesco è rapidamente diventato l'equivalente paesaggistico di un Oscar cinematografico o di una stellina sulla guida Michelin e, in questa ricerca di blasone e visibilità planetaria, l'Italia è stata una delle nazioni al mondo in grado di ottenere un maggior numero di riconoscimenti, in virtù di un patrimonio culturale, architettonico, storico e naturalistico in grado di far impallidire le altre reginette presenti al gran ballo dell'Unesco.
A partire dal 2013, la nostra Penisola può fregiarsi di un nuovo record e di un nuovo primato destinato a suscitare ulteriore invidia; la Unesco Cities Marthon è infatti la prima maratona al mondo a collegare in un'unica competizione podistica due località riconosciute come patrimonio dall'Unesco.
La competizione al via domenica 30 Marzo si snoda infatti su un percorso che conduce da Cividale del Friuli fino ad Aquileia lungo un itinerario denso di suggestioni naturalistiche e storiche che consente una completa immersione nei luoghi che hanno dato origine alle vicende della nostra Nazione.
Entrambi i comuni hanno svolto, nei secoli scorsi, un ruolo d'importanza cruciale durante le fasi storiche della nostra Penisola e sono diventati Patrimonio Unesco in virtù di un passato glorioso e di un presente in grado di conservarne lo splendore: Cividale del Friuli venne fondato da Giulio Cesare e divenne, a seguito dell'invasione Longobarda, la capitale friulana del nascente ducato per volontà del re Albonio che rimase affascinato dalla località di origine romana; Aquileia è invece uno dei luoghi archeologici di maggior interesse di tutta l'Italia settentrionale e sede di numerose vestigia romane, tutt'ora conservate.

Come se il fato avesse deciso che una maratona su questo itinerario andava assolutamente fatta, le due località distano l'una dall'altra esattamente 42 Km e hanno consentito dunque la creazione di un percorso quasi in linea retta e privo di inutili deviazioni e cambi di rotta.
La gara è sicuramente tra le più suggestive ed appassionanti dell'intero panorama podistico in virtù di un tracciato senza paragoni che, oltre a congiungere la due località Patrimonio Unesco, conduce alla scoperta dell'entroterra friulano e attraversa numerosi borghi (tra i quali spicca Palmanova, conosciuta come la “città stellata”) non meno affascinanti delle due cittadine poste all'arrivo e al traguardo, anche se di blasone inferiore.
Abbinata alla Maratona prenderà il via una competizione a staffetta che consente di dividersi oneri e onori del percorso, e che trova proprio in corrispondenza di Palmanova (al km 26) il luogo ideale per lo scambio dei testimoni in previsione dell'arrivo ad Aquileia.
La manifestazione, che si svolge su un tracciato completamente asfaltato ed omologato Fidal, può essere affrontata anche in modalità non competitiva, grazie all'iniziativa Run For Free, lungo brevi porzioni di percorso da 5, 10 e 15 km situate nei pressi di Aquileia, per consentire anche agli amatori la riscoperta di uno dei luoghi simbolo della nostra civiltà.
Rispetto all'esordio targato 2013, la novità di maggior rilievo è la curiosa inversione del percorso (nella prima edizione il percorso andava da Aquileia a Cividale) che consente, in piena armonia con il clima primaverile, di affrontare un tragitto che parte dall'entroterra e si conclude poco distante dal mare, ponendo un ulteriore stimolo a tutti coloro che già pregustano la bella stagione.
L'occasione è ottima per cimentarsi con un percorso unico, in grado di collegare due località che fecero innamorare re e imperatori molti secoli secoli fa e alle quali Romani e Longobardi concessero il privilegio di essere immensamente "belle", con un largo anticipo sulla nascita delle certificazioni Unesco.
Secondo numerosi studiosi di storia antica, il mitologico viaggio di Ulisse narrato da Omero si sarebbe svolto in gran parte nelle acque dell'Adriatico e la consueta ambientazione tirrenica della vicenda sarebbe una forzatura ideata in epoca romana per conferire ulteriore lustro alla civiltà capitolina.
In particolare, il celebre anfratto della maga Circe, all'interno dei quali gli uomini venivano tramutati in disparati animali in base al loro carattere mediante una nefasta pozione, sarebbe da collocarsi in prossimità della foce del Po, lungo una lettura del celebre poema che pone la costa orientale della nostra Penisola come teatro dell'epica impresa.
Che Ulisse abbia o meno solcato le acque dell'Adriatico durante il suo lungo peregrinare lontano da Itaca non è dato di saperlo con certezza, in quanto Omero ha evitato accuratamente ogni riferimento geografico nella vicenda, lasciando all'immaginazione di ognuno la facoltà di ambientare la narrazione nei mari preferiti, conferendo così alla storia un fascino immortale.
Quello che invece è certo è che le coste del mare compreso tra il nostro Paese e la Penisola Balcanica sono solcate ogni anno da migliaia di corridori, pronti a sfidarsi lungo un suggestivo viaggio (anche se decisamente più breve di quello di omerica memoria) che si consuma nell'arco di una mattinata di Marzo e che porta gli appassionati d'atletica in riva al mare abruzzese in occasione della suggestiva maratona locale.

La Maratona dell'Adriatico prende il via da quella parte di costa situata in corrispondenza della provincia di Teramo e conduce, a partire dal comune di Martinscuro attraverso un lungo percorso quasi interamente pianeggiante che si snoda lungo 42,195 km che trova proprio nella costante vicinanza con il mare la maggiore fonte di suggestione.
Nata agli albori del nuovo millennio per volere dell'attivissima Associazione Podistica Ricci Sport, presente sul territorio abruzzese da oltre trent'anni e organizzatrice di svariati eventi podistici, la Maratona dell'Adriatico è una delle competizioni di maggior richiamo della regione, in grado di attirare ogni anno numerosi top runners e svariati sponsor di caratura nazionale a testimonianza dell'indubbio valore della corsa.
A fianco alla consueta maratona, gli organizzatori hanno previsto la possibilità di cimentarsi con una mezza maratona e con due ulteriori competizione riservate a velocisti ed amatori, cooncepite su due tracciati lunghi rispettivamente 11 e 3 km che consentono anche ad atleti meno allenati e a semplici appassionati di prendere parte all'evento abruzzese.
La partenza della 14esima edizione della Maratona dell'Adriatico è prevista per domenica 30 Marzo quando i numerosi podisti si daranno battaglia lungo le coste abruzzesi, con uno sguardo rivolto al pettorale avversario e uno proteso verso il mare, con la speranza di scorgervi maghe, sirene ed un inquieto re desideroso di fare ritorno nella sua amata isola.
Quando si fa riferimento alla pratica del mecenatismo e a tutti quei sovrani illuminati in grado di comprendere la centralità delle arti e delle scienze in un processo di sviluppo sociale armonico, sicuramente Ferrara ricopre un ruolo privilegiato nella storia della nostra Penisola.
Grazie al sapiente governo della famiglia Este, Ferrara è riuscita ad assurgere un tempo ad epicentro mondiale della cultura, in virtù di una lungimirante visione di insieme che ha portato la corte emiliana a circondarsi di tutte le eccellenze artistiche allora conosciute, portando a vivere ed operare nel feudo estense personalità del calibro di Ludovico Ariosto, Torquato Tasso, Niccolò Copernico, Pico della Mirandola e molti altri illustri nomi, riunti sotto l'egida dei signori di Ferrara in nome della conoscenza e del progresso umano.
In queste vie, dove un tempo si è sviluppata la storia delle arti, prende vita ogni anno una competizione podistica che conduce i partecipanti a rivivere i fasti della città grazie all'attraversamento di quei luoghi divenuti nei secoli l'emblema architettonico di uno dei poteri più illuminati d'Europa e che costituiscono una continua fonte di meraviglia in virtù del loro perdurare nei secoli.
Nata nel lontano 1973, in un'epoca che molti ricordano per via della crisi energetica e delle domeniche di austerity che trasformarono l'intera popolazione italiana in podisti e ciclisti improvvisati data l'impossibilità di utilizzare i veicoli a motore durante i periodi di blocco, la Maratona di Ferrara ha saputo ritagliarsi negli anni un ruolo privilegiato all'interno del panorama podistico nazionale in virtù di un blasone cementato con la storia dell'evento e di un percorso decisamente suggestivo che permette di costeggiare le mura antiche della città per buona parte della competizione.
Organizzata dall'attivissima ASD Corriferrara, la Ferrara Marathon, è una maratona internazionale disegnata nel perimetro della città antica che consente un ampio attraversamento del centro storico abbinato a qualche piacevole escursione che porta gli atleti a correre a fianco del fiume Po e all'interno del locale Parco Urbano, abbinando suggestioni di tipo naturalistico con quelle derivanti dalla pietra antica, che trovano il loro culmine nel celebre Castello Estense, nel quale verrà allestito il Marathon Village.

Il percorso di gara si snoda lungo 42,195 km che prendono il via e si concludono da Via Martiri della Libertà, situata nei pressi della stazione ferroviaria, per poi inoltrarsi lungo un itinerario prevalentemente pianeggiante nel quale non mancano punti di ristoro e di spugnaggio in grado di conferire un effimero sollievo agli atleti.
Ad affiancare la maratona, gli organizzatori hanno previsto la possibilità di correre la tradizionale “mezza”, nata nel 1993 per venire incontro alle esigenze di un pubblico sempre più ampio, denominata Ferrara Half Marathon e divenuta negli anni un vero evento nell'evento in grado di attirare numerosi top runners e specialisti dei 21 km da tutto il mondo.
Non mancheranno iniziative parallele destinate ad un pubblico di amatori e alle famiglie, che, complice l'occasione del grande evento, sfrutteranno il momento propizio per scoprire (o riscoprire) i luoghi culto della città coniugando la possibilità di un ampio giro turistico con la ricerca di una buona condizione fisica lungo i 77 km del Family Run.
La partenza è prevista per il 16 Marzo, quando la 41° edizione della Maratona di Ferrara prenderà il via e tutti gli atleti potranno cogliere l'occasione per sfidarsi e magari per dar vita a qualche idea geniale in grado di rivoluzionare il mondo della scienza o delle arti, sfruttando la miracolosa aria di questa città che ispirò secoli or sono così tanta sapienza da diventarne l'emblema.
Verso la fine del 1800, per celebrare l'ardore degli abitanti di Brescia, capaci di resistere per dieci giorni ai dominatori austro-ungarici con un impeto tale da far sembrare le “cinque giornate” di Milano alla stregua di una gita fuori porta, Giosuè Carducci rese celebre un appellativo,“Leonessa d'Italia”, coniato in precedenza da Aleardo Aleardi e destinato a diventare emblema della città lombarda.
Se il moto di Brescia fu alla fine sedato, resta comunque negli annali come una tappa fondamentale nella storia risorgimentale e come l'episodio che forse meglio di ogni altro rappresenta il carattere di una città combattiva e poco incline alla sottomissione fin dai tempi della sua antichissima fondazione, collocata dagli storici intorno al IV secolo a.c.
In questi luoghi, teatro di infinite schermaglie attraverso i secoli, si svolge ogni anno una nuova battaglia, decisamente meno sanguinosa, che vede i podisti di tutto il mondo affrontarsi lungo le strade del capoluogo lombardo, armati solamente di un pettorale e di un paio di scarpe da corsa.

La Brescia Art Marathon, che giunge quest'anno alla sua dodicesima edizione, è un evento completo ed appetibile per amanti della corsa di ogni età e livello di preparazione atletica in virtù delle numerose opzioni di cui si compone la manifestazione, perfettamente allineata con la dimensione europea delle grandi competizioni rivolte ad un pubblico sempre più ampio.
Ad affiancare l'immancabile maratona a cui è intitolato l'evento, gli organizzatori hanno previsto infatti un'ampia scelta di percorsi “brevi” che prevede la possibilità di cimentarsi con una mezza maratona oppure con un percorso di 10 km che da quest'anno sarà possibile affrontare anche in modalità ludico-motoria, andando così ad ampliare un'offerta decisamente ricca.
La maratona si snoda lungo 42,195 km completamente chiusi al traffico e ripropone sostanzialmente il fortunato percorso dell'edizione 2013 che prevede un doveroso attraversamento di tutti i luoghi che hanno reso celebre la città, con partenza fissata da Viale Europa ed arrivo previsto nella splendida cornice di Piazza della Loggia, attraverso un tracciato certificato dalla Fidal e destinato a non deludere le aspettative dei numerosi atleti internazionali che ogni anno accorrono per prendere parte ad un evento sempre più apprezzato e blasonato
La mezza maratona condivide il punto di partenza e l'arrivo con la “sorella maggiore” ed è ideata su un percorso di gara basato su un'accurata selezione dei luoghi da attraversare che riesce a mantenere immutato il fascino della maratona, pur eliminandone per ovvie ragioni di lunghezza, alcuni punti chiave.
La competizione di 10 km, denominata Brescia Ten, è una prova particolarmente ambita da tutti i velocisti e da coloro che desiderano affacciarsi al mondo della lunghe competizioni partendo da un gradino decisamente abbordabile, seppur non privo di una certa difficoltà, che conduce i partecipanti a sfidarsi lungo un tracciato che conduce da Viale Europa fino a Piazza della Loggia attraversando il centro cittadino senza le escursioni in periferia di cui sono ricchi maratona e mezza.
In quella che si prospetta come una grande festa dello sport cittadina, non mancheranno l'allestimento di un'ampia sede logistica, denominata Marathon Village (presso il quale ci si potrà iscrivere alla competizione anche all'ultimo momento) e numerose iniziative parallele dedicate alle famiglie e ai più giovani, tra le quali spicca il Family Walking che coniuga benessere e solidarietà a passo di marcia per le strade di Brescia, sostenendo la fondazione AIL locale.
L'appuntamento è fissato per domenica 9 Marzo, quando la manifestazione avrà inizio e i podisti cominceranno a sfidarsi animati dall'identico intento che infiammò la città oltre 150 anni fa; ovvero quello di resistere ad ogni costo e il più a lungo possibile.
Verso la fine del 1999 circolava con insistenza una tesi secondo la quale, allo scoccare della mezzanotte del Primo Gennaio, un non ben classificato problema di tipo informatico, denominato “Millennium Bug”, avrebbe sconvolto l'ordine digitale delle cose, resettando le informazioni presenti nei terminali di tutto il mondo e gettando così l'universo in una sorta di caos esistenziale in cui tutte le certezze diventavano dubbi e i dubbi certezze.
Esattamente come accadde un millennio prima, quando molti temevano l'avvento di sciagure e pestilenze coincidenti con l'inizio dell'anno 1000 sulla base di un'arbitraria interpretazione della biblica profezia "Mille e non più mille", l'umanità poté tirare un sospiro di sollievo quando si accorse che il Primo Gennaio del 2000 l'unica cosa ad essere cambiata era proprio la data sul calendario e che l'universo intero proseguiva il suo indifferente corso lasciando tutto immutato.
Beh, non proprio tutto; perché se l'anno 2000 non ha coinciso con lo sconvolgimento dell'informatica mondiale, ha comunque visto la nascita di un evento in grado di rivoluzionare quantomeno l'universo podistico.
Nata con il nuovo millennio nella città simbolo per eccellenza della mezza maratona, la Milano City Marathon ha saputo da subito catalizzare l'attenzione sportiva mondiale e ritagliarsi un importante spazio nella Milano podistica cannibalizzata dall'amatissima Stramilano in virtù di un'organizzazione sontuosa e di un allestimento mediatico in grado di proiettarla, già dai primi vagiti, nel ristretto novero degli eventi ai quali risulta difficile sottrarsi.

Ideata su un percorso di 42,195 km che prende il via dalla vicina Rho, sede della Fiera, per poi inoltrarsi nel cuore di Milano passando attraverso i luoghi che hanno reso la città oggetto di numerosi pellegrinaggi turistici, tra i quali spiccano un suggestivo passaggio nei pressi dello Stadio di San Siro e un lungo attraversamento del centro storico nei pressi del Parco Sempione e del vicino Castello Sforzesco, la maratona costituisce un'ottima occasione per ammirare le meraviglie di una delle città più famose al mondo abbinando l'occasione turistica con la passione per la corsa e per trascorrere una mattinata fuori dai consueti schemi che caratterizzano la vita della metropoli.
A fianco della competizione principale, una serie di iniziative parallele hanno saputo trasformare negli anni la Maratona di Milano in un evento unico e completo, adatto ad ogni tipo di esigenza podistica e ad ogni livello di preparazione, grazie alla presenza in cartello dell'amatissima Staffetta che consente ad amici e colleghi di suddividersi gli onori e gli oneri del percorso e dell Charity Program che coniuga la passione per la corsa con l'attenzione verso organizzazioni di tipo no profit con finalità benfiche.
A quattordici anni di distanza dal fortunatissimo esordio, la Maratona di Milano tornerà domenica 6 Aprile ad infiammare la passione meneghina con una serie di novità destinate a segnare un ulteriore svolta nella vita sportiva all'ombra della Madonnina, proprio mentre i contatori fanno registrare un record di iscrizioni con oltre un mese e mezzo di anticipo sull'allestimento del Marathon Village.
Grazie ad una particolare convenzione stipulata con l'Associazione Provinciale Albergatori Milano, che consente di abbatere i costi di pernottamento in concomitanza con la manifestazione, in questo 2014 la Maratona trasformerà l'intero volto della città, rendendola ancora più ospitale ed accessibile alle migliaia di turisti che colgono l'occasione del grande evento per concedersi un meritato soggiorno nel cuore di Milano.
Numerosi eventi ai margini della corsa, tra i quali spiccano concerti e spettacoli, renderanno inoltre la Milano City Marthon un'esperienza a 360 gradi in cui cogliere il lato artistico e creativo della città che si sviluppa a fianco a quello puramente sportivo, lungo un intero fine settimana di festa.
Per prenotare il proprio pettorale, è sufficiente connettersi al sito ufficiale dell'evento e aggiudicarsi uno degli ultimi posti disponibili in un evento di proporzioni epiche, durante il quale sarà possibile correre, divertirsi, scattare fotografie e girare filmati da condividere attraverso i propri tablet e smartphone in tempo reale, con buona pace del Millennium Bug e di tutti i catastrofisti che tornano a far sentire la loro voce in occasione di ogni data dai connotati vagamente particolari.
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