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Ebola, condizioni dell'infermiere sardo “non critiche”

14 Mag 2015
Ebola, condizioni dell'infermiere sardo “non critiche”

Per nostra stessa natura, siamo portati a temere maggiormente un pericolo che si manifesta in prossimità dell'uscio di casa rispetto ad una catastrofe che si svolge in un teatro distante chilometri dal nostro Paese natio e a porre, di conseguenza, l'accento su ciò che potrebbe concretizzarsi in una minaccia alla nostra sopravvivenza piuttosto che a quella altrui.

Più che giustificata in virtù di una vicinanza prossima e della condivisione del passaporto, l'apprensione italiana per le sorti del medico sardo, contagiato dal virus Ebola proprio quando l'epidemia pareva finalmente avviarsi al suo inesorabile declino, pare destinata a decrescere in concomitanza con bollettini e referti medici dal volto tranquillizzante.

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In base a quanto dichiarato dal direttore dell'istituto Spallanzani di Roma, dove il degente si trova ricoverato, le condizioni di salute dell'infermiere sono state giudicate come “non critiche” e il paziente si troverebbe a godere di piena lucidità mentale e di facoltà corporee non sottoposte a rischio di fronte allo stato febbrile protratto.

In attesa di procedere con le procedure terapeutiche imposte dalla prassi, tre parenti dell'infermiere entrati in contatto con il paziente a Sassari (prima del suo trasferimento a Roma), sono state comunque sottoposte a misure di quarantena, per impedire che un possibile, anche se improbabile, fattore di contagio si riverberi sulla sicurezza delle strutture mediche sarde.

Pur essendo ancora presto per poter dichiarare l'infermiere fuori pericolo, pare comunque che il rispetto dei protocolli stabiliti dall'Oms in caso di contrazione del virus Ebola si siano rivelati efficaci ad impedire il degenerare della situazione e il dilagare di una psicosi collettiva che pareva ultimamente un po' sopita.

Ancora ignote tuttavia le effettive cause del contagio, spiega il Ministro Lorenzin, e le particolari modalità d'insorgenza della febbre connessa al virus Ebola, dal momento che è stata esclusa dalle autorità sanitarie la possibilità di un'esposizione a fattori rischio in grado di prescindere dalle misure profilattiche adottate dal personale medico che si trova a stretto contatto con i pazienti infetti.

Augurando all'infermiere sardo una pronta guarigione, resta solo da sperare che il caso di cronaca che ha investito l'italia in questi giorni possa essere davvero l'ultimo di una lunga serie, tanto sul nostro uscio di casa, quanto in quei teatri distanti dove l'epidemia ha assunto forme ben più tragiche di quelle offerte dalla nostra pacata apprensione.

 

 

Cinese di Maputo

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