Il robot chirurgo Da Vinci fa il suo esordio in sala operatoria
Il confine tra malasanità e semplice errore umano è spesso sottile quanto quello che separa il perfetto compimento di una delicata operazione chirurgica dal suo fallimento e, per quanto ci si affanni a gridare continuamente allo scandalo, resta spesso difficile stabilire se, come e quando un errore in sala operatoria risulti evitabile o invece legato ad umane contingenze.
In soccorso di problematiche connesse, per loro stessa natura, alle difficoltà presenti in sede operatoria sta giungendo sempre più in questi anni una componente robotica in grado di fungere da elemento coadiuvante per le mani dei chirurghi e di regolare le incisioni effettuate con precisioni quasi millimetrica.

Al suo debutto all'interno della struttura Santa Caterina da Siena di Torino, il robot “Da Vinci” rappresenta uno dei primi e più mirabili esempi di come ormai anche il nostro Paese, con lieve ritardo rispetto a quanto accade Oltreoceano, stia rapidamente ridefinendo gli ambiti e parametri che regolano il compimento degli interventi medici.
Munito di quattro particolari braccia meccaniche che vengono guidate dai medici durante le operazioni, il robot Da Vinci si compone di un'apposita console adibita alle manovre dello scheletro meccanico e di una raffinatissima microcamera 3D in grado di riprendere nel dettaglio quanto accade all'interno del corpo del paziente, andando così a fornire un supporto di tipo ottico, oltre che tattile, all'azione esercitata dai chirurghi.
Utile anche in chiave diagnostica, grazie alla presenza di sensori adibiti ad accurati esami cardiaci, Tac e risonanza magnetica, il robot chirurgo da Vinci è ad oggi ritenuto l'eccellenza assoluta a livello mondiale nel campo dell'ingegneria informatica applicata alla chirurgia e può vantare una lunga serie di successi fatti registrare all'estero che hanno consentito un implemento di efficienza e di successo in svariati ambiti chirurgici, primo tra tutti quello legato al complesso dell'urologia, nel quale Da Vinci trova il 67% delle sue applicazioni su scala mondiale.
Palesemente ispirato alle avveniristiche macchine concepite da Leonardo e in parte somigliante al celeberrimo Uomo Vitruviano fornito di quattro braccia, il robot chirurgo al suo debutto in quel di Torino comporterà con tutta probabilità un avanzamento tecnologico dell'Italia sanitaria intera e una corrispondete riduzione di quel confine che divide malasanità da errore evitabile, tragedia annunciata da imprevisto e clamore mediatico da legittime rivendicazioni.




