Bevande zuccherate alla base di 184 mila decessi l'anno
Fatta eccezione per i pochi nessi di natura causale accertati senza ombra di dubbio alcuno, stabilire cosa provochi esattamente l'insorgenza di una determinata patologia è un'impresa piuttosto complicata, dal momento che difficilmente esiste una causa univoca per ogni singola malattia e che il complesso di fenomeni definito come “stile di vita” risulta sovente difficile da determinare.
Anche in un quadro di insieme piuttosto confuso, è comunque possibile suddividere le cause principali dai moventi secondari e stabilire, ad esempio, che un eccessivo consumo di bevande zuccherate è in grado di provocare un numero di decessi pari a 184 mila unità su base annua e di porsi come causa principale nella genesi di patologie potenzialmente letali come diabete, cancro e patologie cardio-vascolari.

Secondo quanto sostenuto da uno studio congiunto anglo-americani condotto dagli istituti di ricerca di Harvard, Tufts, Washington University e Imperial College di Londra, un consumo di bevande zuccherate collocato oltre una determinata soglia di tolleranza rappresenterebbe infatti la causa principale per 133.000 decessi dovuti al diabete, 6450 casi letali di cancro e 45000 morti dovuti all'insorgenza di malattie cardiovascolari, collocando così le bibite industriali sul banco degli imputati per il sopracitato numero di decessi annui, par a 184 mila unità.
La ricerca ha preso in esame una letteratura clinica antecedente, suddivisa in 62 studi complessivi e basata sui dati di salute relativi a 611.971 persone, scoprendo l'esistenza di un nesso che lega una massiccia assunzione di bevande zuccherate con le probabilità di contrarre una patologia mortale e suddividendo i dati ottenuti su base geografica per fornire ulteriori argomentazioni alla tesi esposta
In sostanza, pare che nelle nazioni dove le bibite zuccherate vengano ingerite con maggior frequenza, vi siano punte statistiche enormi legati a diabete, cancro e malattie cardiovascolari che portano i paesi a basso e medio reddito a detenere un cospicuo 76% dei decessi ascrivibili alle bibite, mentre la misura pare ridimensionarsi in nazioni più ricche e meno propense alla sostituzione di acqua con bibite dolci o gassate, secondo uno schema che prevede una minore incidenza in paesi i cui le bevande zuccherate non vengono impiegate come fonte di sostentamento energetico per necessità.
La ricerca ha voluto includere nell'ampia categoria delle “bevande zuccherate” tutti i prodotti industriali in cui vi è un'aggiunta artificiale di zucchero, siano essi succhi di frutta, bibite dissetanti o bevande energetiche, data la similitudine degli effetti prodotti dalle differenti tipologie alimentari.
Secondo gli autori della ricerca, i fattori di pericolo comincerebbero a concretizzarsi ogniqualvolta una data bevanda fornisce un apporto calorico pari a 50 kcal ogni 240 ml di prodotto, soglia limite oltre la quale a ricerca di una pluralità di cause per individuare un malattia comincia ad assottigliarsi e a lasciare il posto ad una dolcissima, quanto tragica, causa principale.





