Nulla come l'invenzione dei fucili a ripetizione è stata funzionale alla conduzione di guerre su larga scala e all'implementazione delle tradizionali modalità di combattimento: le armi da fuoco antecedenti, infatti, facevano leva sulla capacità umana di centrare l'obiettivo e sulla prontezza dei riflessi al momento di ricaricare, entrambi componenti spesso lacunose e destinate a condurre verso una fine prematura i malcapitati tiratori miopi.
In un'ottica decisamente meno truce e meno pericolosa, la filosofia che regola il mercato relativo alle più moderne tecnologie non è poi tanto dissimile: l'immissione di un numero continuo e spropositato di nuovi prodotti e dispositivi consente infatti a Microsoft, Apple e Samsung il privilegio di poter sbagliare bersaglio, di focalizzarsi su più obiettivi simultaneamente e di non piangere poi troppo a lungo sulle munizioni sprecate nell'ansia di colpire un'audience sempre più vasta.

Capita così che a pochi mesi di distanza dall'avvento del suo primo smartwatch (previsto per natale), Micorsoft immetta repentinamente sul mercato un prodotto destinato ad essere una “variante minore” dell'orologio tutto fare e un'alternativa limitata, ma al contempo funzionale per le esigenze di un pubblico specifico.
I progetto Micorsoft Band consiste infatti in un braccialetto hi-tech specificamente ideato per le venire incontro alle esigenze dei cultori della salute, grazie alla presenza di dieci sensori che consentono all'utente di monitorare simultaneamente una gamma ampissima di parametri durante l'intero arco della giornata, che comprendono: la misurazione del battito cardiaco; il conteggio delle calorie bruciate attraverso le normali attività quotidiane (non necessariamente di tipo aerobico); un'attenta disamina della qualità del sonno; il livello di esposizione corporea a radiazioni ultraviolette e qualunque altra cosa possa passare per la mente a chi ritiene il proprio organismo alla stregua di quanto più prezioso e delicato sia mai stato creato.
Come ormai prevede la prassi in materia di salute, Micorsoft Band consentirà ai possessori un'immediata archiviazione online dei dati registrati (con modalità di tipo “cloud”) e la possibilità di connettersi ad una gigantesca piattaforma tematica, denominata Micorsoft Health, sulla quale trascorrere ore in cerca di suggerimenti ed esercizi utili a migliorare la funzionalità dell'intero apparato corporeo.
Attraverso il dispositivo sarà inoltre pagare il caffè o le ciambelle presso i punti vendita facenti capo alla catena Starbucks e coniugare l'utile (o presunto tale) con il dilettevole costituito da una pausa rigenerante durante le sedute di attività fisica più intense.
Come già sottolineato, Microsoft Band non aggiunge molto alle funzionalità previste dall'omologo smartwatch, ma implementa l'offerta presente nell'ambito delle tecnologie indossabili facendo leva su una porzione di pubblico giudicata come determinante, dagli analisti del mercato, nello stabilire il successo il fallimento di tutti quei dispositivi che propongono di offrire una panoramica a 360 gradi sull'universo umano.
Il costo del braccialetto si aggira sui 200 dollari per la versione presente sul mercato d'Oltreoceno, mentre da noi, Micorsoft Band dovrebbe fare la sua comparsa non prima del 2015, data in cui sarà possibile stabilire se l'idea è destinata a rientrare nel novero delle molte cartucce a salve sparate in direzione di un obiettivo che richiede una mira infallibile una capacità di ricarica costante e pressoché infinita.





