Non molto tempo fa, una piccola azienda torinese iniziò la sua personale battaglia contro le multinazionali del tabacco, denunciando a più riprese tutti i sotterfugi compiuti dalle “Sette Sorelle” leader del mercato e proponendo al grande pubblico un'alternativa economica rappresentata da un prodotto etico (per quanto possano essere etiche delle sigarette), privo di additivi e realizzato alla luce del sole.
In un modo del tutto analogo, il nuovo Davide dell'era digitale, il social network Ello, ha deciso di intraprendere una crociata a tutto campo contro Facebook, gigantesco Golia mediatico, imputato dai creatori di Ello di ogni sorta di nefandezza e scorrettezza possibile e immaginabile.

A detta degli ideatori della nuova piattaforma, il social network di Zuckerberg sarebbe interamente controllato dagli inserzionisti presenti sul sito e assoggettato a logiche di mercato atte a trasformare i gusti dell'utente medio in una mera statistica finalizzata alla realizzazione di campagne pubblicitarie personalizzate, senza nessun riguardo per la privacy o per le reali motivazioni che spingono un soggetto ad iscriversi a Facebook.
Tramite lo slogan “TU NON SEI un prodotto”, Ello si propone, per contro, come l'unico social network dal volto umano, privo di pubblicità e interamente finalizzato ad agevolare la comunicazione tra i suoi utenti, ponendosi così come l'anti-Facebook a lungo invocato da quella larga fetta di utenza imprigionata nella piattaforma di Zuckerberg dall'assenza di alternative, ma comunque insofferente verso il ruolo preponderante assunto dalle inserzioni pubblicitarie parallelamente all'ingresso del social network nel mondo della Borsa.
Ideato da Bunditz, già creatore di una compagnia di biciclette di lusso e di una serie di “giocattoli artistici”, Ello appare, da un punto di vista strettamente tecnico, come una via di mezzo tra Facebook e Instagram, puntando più sul fattore legato alle immagini che sui contenuti testuali: la grafica del nuovo social network è piuttosto semplice ed immediata e trova il suo maggiore punto di forza in un logo immediatamente riconoscibile e un'interfaccia essenziale, priva di menu nidificati e di tutte quelle complicazioni presenti su Facebook che portano l'utente meno esperto a perdersi tra le impostazioni prima di giungere all'esito sperato.
Prima della sua immissione sul web, avvenuta nel mese di Marzo, Ello è stato testato per un anno in una ristretta cerchia di amici e successivamente sono stati invitate alcune personalità provenienti dal mondo dell'arte e del design ad esprimere un parere sulla funzionalità del nuovo social network, fino alla recente esplosione di popolarità agevolata da alcune diatribe realtive alla cancellazione di determinati profili “sgraditi” su Facebook per volontà di Mister Zuckerberg in persona.
Il futuro successo o insuccesso di Ello dipenderanno, più che dalle legittime motivazioni etiche dei suoi creatori, dalla capacità di vincere l'assuefazione presente alle piattaforme tradizionali e di porsi come un prodotto di ottima fattura, in grado di aggiungere valore a quanto offre attualmente il mercato dei social: come dire, puoi produrre sigarette etiche e low cost all'infinito, ma se il loro sapore non incontra le preferenze dei fumatori, ha poco senso lamentarsi dei sotterfugi impiegati per rendere saporite le Marlboro.





