Ebola, emergenza finita in Liberia
Nel linguaggio comune, il termine “iperbole giornalistica” è stato ideato per rendere conto di quelle esagerazioni messe in atto sulla carta stampata (e digitale) con l'intento di vendere qualche copia in più, come spesso accade nel caso di epidemie legate ad una qualunque diffusione virale, trasformate nel giro di pochi minuti e di poche battiture in una minaccia concreta alla sopravvivenza della specie sul pianeta.
Dal momento che la realtà per quanto dura e crudele, difficilmente collima con le iperbole giornalistiche, pare che gli apocalittici scenari dipinti in concomitanza con l'esplosione dei primi casi di Ebola in Liberia siano destinati a rimanere chiusi nei cassetti di settore e che la nazione africana possa già dirsi completamente guarita da quella febbre infettiva dalla quale avrebbe dovuto partire un'ipotetica pandemia globale.

A distanza di poco meno di un anno dai picchi virali fatti registrate lo scorso autunno, con circa 400 nuovi casi a settimana, la Liberia ha infatti ricevuto dall'Oms lo status di nazione “Ebola free”, certificazione sanitaria che attesta la prematura fine del virus Ebola e la totale debellazione della minaccia, realizzata in tempi record grazie all'impegno del personale medico volontario che ha sputo tenere a bada e sconfiggere l'emergenza con un netto anticipo sulle più rosee previsioni.
Le drammatiche scene mostrate dalle televisioni durante lo scorso mese di Settembre, con cancelli sbarrati e soggetti infetti isolati, paiono dunque rapidamente destinate ad entrare nel novero dei brutti ricordi, così come i nuovi casi di contagio, l'ultimo dei quali è stato fatto registrare 42 giorni fa, concludendo così per sempre (almeno si spera) l'orribile spirale che ha prodotto un totale di 10564 casi e 4716 morti.
Secondo i delegati dell'Oms, ad influire sul rapido successo clinico fatto registrare il Liberia è stata un gestione dell'emergenza da parte degli Usa condotta con sistemi “militari”, attraverso la quale le forze americane sono riuscite in breve tempo ad isolare i focolai di contagio e a consentire un intervento medico realizzato senza il rischio di poter propagare la minaccia nelle zone del paese non colpite dal virus Ebola.
Tutto questo non significa che la minaccia si possa considerare debellata per sempre o che si possa repentinamente abbassare la guardia, ma semplicemente che i rischi legati a nuovi esplosioni virali in Liberia sono ormai ridotti a percentuali talmente basse da fare impallidire, con i loro esili decimali, persino le iperboli giornalistiche più improbabili.





