Lo smartphone può salvare la memoria, in attesa di un trapianto
Tra le infinite facoltà presenti nel nostro cervello, la memoria gode di uno status decisamente particolare, privilegiato e svantaggiato al contempo: anche a fronte della nascita di nuovi neuroni (circa 1400 al giorno) ad essa dedicati, il declino che accompagna le capacità mnemoniche risulta infatti essere un fenomeno difficilmente reversibile e spesso inarrestabile nel proseguo degli anni.
Esattamente come accade per tutte le abilità che la Natura ha gentilmente deciso di donarci, esiste tuttavia la possibilità di intervenire direttamente sul processo di decadimento mediante il ricorso ad un costante allenamento e ad alcuni artifici in grado di preservare il più a lungo possibile quel complesso di ricordi che costituisce la nostra stessa essenza e l'unico modo per determinare la nostra identità di fronte agli altri.

Secondo l'opinione del neurochirurgo Giulio Maira, intervistato dal Corriere della Sera online, il naturale declino che si manifesta intorno ai 50 anni di età, travolgendo ricordi a breve e lungo termine, può essere arrestato mediante il ricorso ad uno stile di vita che comporti l'assenza di quella “noia cerebrale”, percepita dai neurologi come la summa di tutti i mali e l'input in grado di spingere in direzione di un progressivo spegnimento della memoria.
L'assenza di pensieri, preoccupazioni, diversivi e stimoli cerebrali rappresenterebbe cioè la costante in grado di identificare i danni mnemonici, mentre un'attività mentale stimolata a dovere spingerebbe l'ippocampo (più precisamente il giro dentato) a salvaguardare quei neuroni adibiti alla selezione dei pattern (cioè alla distinzione dei ricordi) dalla loro fine prematura.
In un'ottica di stimoli e attività, ben venga dunque il ricorso agli samrtphone, dispositivi che spingono per loro stessa natura il cervello a mantenersi vigile di fonte a notifiche e interazioni digitali, consentendo la salvaguardia di quelle facoltà cerebrali senza le quali ricordarci l pin di prima mattina o le operazioni da compiere in fase di navigazione web sarebbe impossibile.
In attesa che il mondo delle neuroscienze riesca nel suo fantascientifico disegno di riuscire a trapiantare la memoria dei soggetti affetti da lesioni cerebrali e inauguri così una stagione medica contraddistinta da una sostanziale eternità dei ricordi, l'invito è dunque quello ad allenare il più possibile l'intelletto, andando a rafforzare quella particolare componente umana che si trova ad essere, in virtù di un bizzarro capriccio del destino, favorita e svantaggiata al contempo.





