Mers: già 20 morti in Corea e allarme anche in Europa
Mentre uragani, cataclismi e tornadi vengono sovente ribattezzati con dolcissimi nomi femminili, alle sindromi che si sviluppano nei più remoti angoli del mondo è toccata in dote la scelta di complicati acronimi che rendono le patologie in questione ancor più misteriose e ancor più preoccupanti agli occhi di un grande pubblico generalmente poco avvezzo a sigle e complesse perifrasi.
Se la maggior parte di noi non ha ancora capito esattamente cosa fosse la Sars, dopo anni di terrore mediatico legati ad una possibile pandemia, ora è il turno della Mers; nuova malattia respiratoria mediorientale che sta rapidamente mietendo vittime in Corea e spostando al sua attenzione timidamente verso il Vecchio Continente, con conseguente carico di psicosi e allarmismi.

La Sindrome Respiratoria del Medio Oriente, il cui virus risulta imparentato con quello della Sars, ha infatti già colpito un ingente numero di cittadini sud coreani, provocato 20 decessi e spinto le autorità sanitarie di Seoul a mettere in campo misure sanitarie straordinarie che comprendono la quarantena per circa 5 mila soggetti, considerati potenzialmente a rischio in virtù degli spostamenti effettuati in direzione di località dove i focolai di infezione risultano essere particolarmente attivi.
Il virus, isolato in Arabia Saudita nel corso del 2012, ha inoltre fatto la sua comparsa anche in Europa, dove un cittadino tedesco di 65 anni è morto a seguito di complicazioni respiratorie prodotte dalla malattia, gettando così un'ombra sull'effettiva sicurezza delle nazioni occidentali di fronte alla minaccia aerea.
A differenza dell'Ebola, rapidamente confinata e ridimensionata grazie al tempestivo intervento delle autorità sanitarie mondiali, il virus della Mers pare comportare un rischio di contagio maggiore, legato alla possibilità di contrarre l'infezione per via aerea (eventualità assente sul versante Ebola) e dunque alla conseguente maggior trasmissibilità dell'agente patogeno in spazi chiusi frequentati da molte persone.
Al momento, le cure impiegate per far fronte alla Mers sono le stesse già utilizzate per contenere la Sars, dal momento che non si è ancora giunti all'ideazione di una terapia specifica per il nuovo virus, data al sua improvvisa esplosione a seguito di un periodo di latenza in cui la minaccia era stata ritenuta sopita o addirittura scomparsa.
Prima che la consueta psicosi prenda il sopravvento, sarebbe opportuno mettere in campo quelle basilari misure sanitarie e quei controlli aeroportuali attraverso i quali è risultato possibile sconfiggere altre minacce e impedire altre pandemie, accomunate dalla presenza di tremendi acronimi e da un'informazione medica piuttosto carente nello spiegare quali fossero i rischi reali e a cosa stessimo andando realmente incontro.





