Svelati da uno studio internazionale i fattori che determinano l'età biologica
Prima dell'ideazione di lifting, creme anti-age, tinture per capelli, blefaroplastiche e quant'altro, i soggetti affetti da precoce comparsa di rughe ed incanutimento. erano soliti ripetere che l'unica età davvero importante si trova racchiusa all'interno del nostro spirito e che i segni esteriori non sono che una manifestazione secondaria che non può certo indebolire il nostro animo.
Dal momento che l'età interiore pare aver perso ogni mordente presso un pubblico che mira all'eterna gioventù su un versante squisitamente estetico, un gruppo di ricercatori internazionali si è preso la briga di analizzare nel dettaglio quali fattori ci fanno apparire più vecchi di quanto siamo in realtà e quali sono le componenti genetiche e ambientali desinate a fare la gioia dei chirurghi plastici di tutto il mondo.

L'indagine coordinata dalla Duke University of aging ha sostanzialmente preso in esame un gruppo di giovani nati tra il 1972 e il 1973 e ha seguito passo passo le fasi di invecchiamento dei soggetti coinvolti, andando a valutare perché alcuni volontari dimostrassero la loro età effettiva, mentre altri apparissero pronti ad un pensionamento anticipato.
Dal lungo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences è emerso che la componente legata alla predisposizione genetica gioca un ruolo stimato intorno al 20%, mentre le componenti ambientali legate a cattiva alimentazione, esposizione a fattori inquinanti o mancanza di attività fisica incidevano per il restante 80%, spingendo alcuni soggetti ad invecchiare, da un punto di vista biologico, di circa tre anni ogni anno effettivamente trascorso.
La serie di 18 test, svolta quando i partecipanti avevano rispettivamente 18, 26, 32 e 38 anni non ha preso in esame il semplice (ed evidente) versante legato all'estetica, ma ha inquadrato il fenomeno legato all'invecchiamento biologico da un punto di vista complessivo molto più ampio, andando a sottoporre soggetti a semplici prove fisiche (come salire le scale) e ad accurate indagini cliniche per valutare lo stato di salute dell'intero organismo.
Secondo gli autori dello studio, alcuni individui hanno rivelato un'età biologica massima stimata intorno ai 60 anni, mostrando così quanto l'invecchiamento sia un fattore completamente soggettivo, in cui il versante estetico non è che il reverbero di quanto avviene all'interno, in un'accezione decisamente meno astratta e consolatoria di quella impiegata per decenni come ultima consolazione di fronte ad un icanutimento diventato irreversibile già prima dei 30 anni.




