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Paralisi del sonno, i soggetti colpiti incolpano un fantasma

08 Lug 2015
Paralisi del sonno, i soggetti colpiti incolpano un fantasma

All'inizio degli anni '80, il regista Wes Craven lesse di alcuni rifugiati cambogiani, fuggiti dal regime di Pol Pot, che venivano perseguitati da incubi talmente mostruosi e paralizzanti da spingerli a rifiutare i normali cicli di sonno e trasse ispirazione dalle cronache del tempo per dar vita a Freddy Krueger, sua creatura di maggior successo ed emblema del terrore per un'intera generazione di adolescenti.

Nemmeno all'apice del suo genio creativo, Wes Craven avrebbe potuto immaginare, tuttavia, che esistesse al mondo un cospicuo numero di soggetti affetti dal fenomeno definito come “paralisi del sonno” disposti ad attribuire realmente a cause sovrannaturali e fantasmi il loro stato di malessere, soprattutto all'interno di una società in cui l'irrazionale è stato bandito del tutto, o quasi.

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Stando a quanto si apprende da una meticolosa ricerca condotta dall'Università di Padova, pare infatti che il 38% dei soggetti che si è trovato a soffrire di episodi legati a paralisi del sonno imputi a demoni, fantasmi e altre creature mitologiche la genesi del proprio disagio e che il fantasma denominato Pandafeche vada decisamente per la maggiore, con oltre il 28% degli intervistati che si dichiara sicuro riguardo alle responsabilità del dispettoso spirito dalle sembianze umanoidi.

Il fenomeno clinico definito come paralisi del sonno rappresenta in realtà un'esperienza piuttosto comune tra la popolazione adulta, andando a colpire un numero di soggetti compreso tra il 10% e il 40% del totale, seppur in maniera sporadica ed episodica e andando a causare un carico di angoscia destinato a persistere anche a seguito di una singola crisi, fino al punto di spingere le vittime in direzione della ricerca delle più disparate (e spesso bizzarre) spiegazioni.

Nel corso di una crisi, si ha infatti realmente la sensazione di essere preda di una forza sovraumana che ci tine prigionieri in una zona di confine tra il sonno REM e la veglia, trovandosi i soggetti colpiti parzialmente coscienti, ma del tutto incapaci di dare origine a movimenti volontari in grado di metterli al riparo di fronte ad una minaccia che risulta essere, logicamente, del tutto simulata e prodotta da una sorta di cortocircuito cerebrale in cui possono sopraggiungere allucinazioni o stato di temporanea confusione.

Con l'intento di fare chiarezza sul fenomeno clinico e sulle sue reali cause, scagionando per sempre il fantasma pandafeche, i risultati della ricerca verranno presentati e dibattuti nel corso dell'imminente Congresso europeo della Psicologia all'Università Bicocca di Milano, senza tuttavia sapere ancora se la relazione sia destinata a sfociare nella genesi di una nuova saga di film horror in grado di tradurre sul grande schermo i terrori di una generazione di adolescenti, alle prese con il ritorno dell'irrazionale nelle loro vite.

 

 

Cinese di Maputo

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