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Gli Omega-3 contro l'insonnia

Gli Omega-3 contro l'insonnia

Chi dorme non piglia pesci.

Se rientrate nel novero di coloro che attendono che la soluzione di un problema gli si presenti magicamente davanti senza muovere un dito o di coloro che amano sedersi sulle sponde di un fiume in attesa di veder passare (metaforicamente, si spera!) il cadavere del proprio acerrimo nemico, vi sarete sentiti ripetere queste parole almeno un migliaio di volte al giorno, festivi esclusi.

Il detto popolare, sorto in un'epoca storica in cui la pesca rappresentava una delle principali fonti di sostentamento per l'umanità, è il più celebre invito all'azione in lingua italiana e un'incessante promemoria che ci ricorda che, per far sì che gli eventi seguano il corso della nostra volontà, occorre rimboccarsi le maniche, dal momento che di pesci volenterosi di saltare tra le nostre braccia durante il sonno non vi è traccia nelle cronache umane.

Già, ma se per assurdo fosse proprio il pesce a conciliarci quel piacevole sonno non funestato da continui risvegli e incubi che appare sempre più una chimera in una fase storica nella quale l'insonnia sta assumendo i connotati di una piaga sociale?

Secondo uno studio condotto dai ricercatori dell'Università di Oxford, una dieta ricca di Omega 3 potrebbe infatti garantire una buona qualità del sonno e porci al riparo da tutti quegli affanni che ci portano, nel cuore della notte, a rimirare le lancette fluorescenti sul comodino e a desiderare che un'alba prematura ponga fine al nostro tormento.

Gli Omega 3 (o PUFA n-3), sono una categoria di acidi grassi essenziali, presenti soprattutto nel pesce e nei crostacei, le cui proprietà benefiche sono note da tempo grazie ad un'ampia letteatura scientifica ha documentato, negli ultimi vent'anni, i vantaggi derivanti da una regolare assunzione dell'elemento nutritivo in questione e le problematiche, soprattutto legate la sistema cardio vascolare, associate ad una carenza cronica.

Fight Club

La ricerca è stata effettuata su 352 bambini, tutti di età compresa tra i 7 e i 9 anni, che sono stati divisi in due gruppi dai ricercatori di Oxford: ad un primo gruppo è stata somministrata una soluzione a base di alghe contenente un elevato quantitativo di Omega 3, mentre il secondo gruppo è stato trattata con un placebo (a base di mais o soia) secondo il consueto metodo del “doppio cieco” che non consente ai soggetti in esame di conoscere la natura della sostanza ingerita.

Monitorando la qualità e la quantità di sonno dei due gruppi mediante dei sensori applicati al polso dei bambini, è emerso immediatamente che i piccoli pazienti trattati con il supplemento quotidiano di Omega 3 presentavano un numero inferiore di risvegli imprevisti rispetto ai loro coetanei e riuscivano a dormire mediamente un'ora in più ogni notte.

I benefici sui giovani volontari, tra i quali molti di loro soffrivano di una pregressa (seppur breve) storia di disturbi del sonno, sono aumentati anche quando l'Omega 3 è stato rimpiazzato, nel corso del test, dall'acido grasso di tipo Omega 6 (presente nelle noci e nei cereali, ad esempio), testimoniando così l'importanza di un'alimentazione ricca di acidi grassi nel corretto processo che regola le nostre funzioni legate al ciclo di sonno.

Quanto emerge dalla ricerca pubblicata sul Journal of Sleep Research è dunque una possibile soluzione ad uno dei problemi più annosi a carico del nostro benessere psico-fisico; l'insonnia, infatti, non mina soltanto la qualità delle nostre giornate, ma tende a cronicizzarsi e a sovraccaricare l'organismo con un cumulo di stress e frustrazione difficilmente eliminabile nel corso degli anni, se non tramite il ricorso a farmaci piuttosto pericolosi, come tranquillanti e ansiolitici, o a metodi ancor meno ortodossi e rischiosi (rimandiamo, per chi volesse esagerare, alla visione del celebre film di David Fincher “Fight Club”).

Seguendo le indicazioni tracciate dai medici inglesi, è dunque possibile ripristinare in tempi rapidi un corretto ciclo sonno-veglia, inserendo nella propria dieta un quantitativo considerevole di Omega 3, oppure facendo ricorso ad integratori alimentari che contengano alte concentrazioni dell'acido grasso destinate a lenire i casi più gravi in attesa che un'alimentazione bilanciata stabilisca i livelli essenziali nel nostro corpo.

Se la ricerca avrà un seguito e riuscirà a tracciare una strada in grado di liberare l'umanità dai disturbi del sonno, potrebbe anche darsi che le generazioni future compiano una simpatica inversione semantica, ricordando a tutti gli insonni cronici che chi non piglia pesci, non dorme.

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