Le proteine garantiscono la fecondità; i carboidrati aumentano la longevità
A prescindere da quale possa essere il nostro effettivo grado di soddisfazione di fronte alla vita che stiamo vivendo e quali possano essere le nostre aspettative di fronte al pensiero di un'ulteriore vita dopo il trapasso carnale, non esiste al mondo (o quasi) un solo essere umano che non provi il desiderio di prolungare la propria permanenza sul pianeta Terra il più a lungo possibile e di provare l'ebrezza di tramandare il proprio patrimonio genetico ad altre creature, magari anche per addolcire la propria futura e solitaria vecchiaia.
Se, per realizzare le nostre aspettative legate alla longevità e alla fertilità, ormai siamo disposti a disposti a ricorrere ad ogni sorta di dolorosa terapia e a credere ad ogni preparato miracoloso presente sul mercato, una recente ricerca condotta dal Centro Charles Perkins dell'Università di Sydney parrebbe attestare l'intrinseca semplicità delle soluzioni ricercate, disponibili mediante un semplice e piacevole cambio di abitudini alimentari da effettuarsi sulla base della specifica priorità del momento che stiamo vivendo.

Attraverso un lungo esperimento incentrato sulle cavie da laboratorio, i medici australiani hanno infatti scoperto che per conseguire le agognate longevità e fertilità è sufficiente concentrare il proprio fabbisogno quotidiano in direzione di una dieta ricca (rispettivamente) di carboidrati o di proteine,
La ricerca condotta su 825 topi, alimentati attraverso il ricorso a 25 tipologie di diete differenti, ha infatti evidenziato come sia possibile intervenire su determinati aspetti delle nostre funzionalità corporee, semplicemente andando a spostare l'accento su determinati principi nutritivi e come, di fatto, non esista una dieta unica efficace per ogni esigenza, ma particolari regimi alimentari adatti a differenti necessità e differenti fasi di sviluppo.
Aumentando l'apporto proteico nell'alimentazione dei topi e diminuendo simultaneamente la componente legata ai carboidrati, le cavie da laboratorio hanno infatti mostrato un netto aumento della loro capacità riproduttiva, mentre operando un'inversione dei principi alimentari (più carboidrati e meno proteine), i topi mostravano al contrario minori capacità riproduttive, ma un'aspettativa di vita più elevata che andava innalzandosi di pari passo con il cambio di regime.
In pratica, se si desidera un aumento della propria fertilità è benne diminuire l'apporto calorico derivante da pasta, pane e consimili e concentrarsi su alimenti di tipo proteico, mentre se il versante legato alla fertilità non viene più considerato come prioritario (per raggiunti limiti di età o altro), una dieta ricca di carboidrati consente una maggior longevità se associata ad una diminuzione delle proteine.
Lo studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) si configura come uno degli sforzi più titanici mai compiuti dalla medicina moderna in ambito di alimentazione e offre numerose chiavi di lettura personalizzabili sulla base della volontà individuale, a prescindere da quello che possa essere il nostro personale livello d soddisfazione in vita o la credenza che avremo un'altra chance per vivere di nuovo e magari per tornare un giorno persino a riprodurci.





