No Diet Day, quando la dieta diventa un'ossessione
Il confine tra uno stile di vita sano e un'autentica ossessione patologica è spesso talmente sottile che persino i comportamenti più funzionali alla salvaguardia della nostro benessere si prendono la briga di travalicare i limiti imposti e di espatriare indisturbati in direzione di un luogo dove l'abuso regna incontrastato e la democratica salute ad ogni costo si trasforma una tirannia.
Per quanto chiunque al mondo possa agevolmente convenire che il controllo del proprio peso risulta ampiamente funzionale ad impedire l'insorgenza di patologie cardio-vascolari e a migliorare la nostra condizione sociale in un mondo ritratto a tinte esili, la continua rincorsa all'ideale di magrezza può facilmente sfociare in una serie di disturbi alimentari, come bulimia e anoressia, rispetto ai quali un lieve incremento del girovita risulterebbe di gran lunga preferibile.

Con l'intento di porsi controtendenza rispetto alle linee guida emanate dai dettami estetici imperanti, nasce il No Diet Day, giornata mondiale ideata con l'intento di concedere ai soggetti perennemente in lotta con la bilancia un attimo di evasione, se non altro, quantomeno per scoprire che aria si respira all'esterno.
Ideato nel 1992 dall'ex anoressica inglese Mary Evans Young, l'International No Diet Day si è rapidamente trasformato da mera provocazione alimentare ad autentica istituzione planetaria, attraverso la quale riscoprire il piacere di mangiare per un giorno tutto ciò che si desidera, senza contare calorie, correre in direzione della bilancia o dedicarsi a massacranti sessioni di allenamento fisico non appena ingerito l'ultimo boccone.
Un po' come nel mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie, il No Diet Day si pone per tanto come una parentesi temporale all'inento della quale tutto quanto abbiamo appreso in materia di diete e sacrifici resta per un attimo sospeso per lasciare il posto a banchetti e abbuffate, il cui fine ultimo non è quello di farci precipitare in un regno dove tutto è lecito, ma di imporre un allentamento sul nostro controllo mentale in grado di lasciare libero sfogo all'istinto a discapito della ragione.
Se si considerano recenti stime che parlano di un 30% delle bambine di età compresa tra gli 11 e i 14 anni potenzialmente a rischio di sviluppare disturbi alimentari e sottopostesi a diete massacranti nonostante l'assenza di reali motivazioni, il No Diet Day rappresenta forse l'occasione per operare una riconversione dei fini in grado di porre l'accento su quel doveroso confine tra comportamenti sani e ossessioni, dal quale risulta facilissimo espatriare, ma incredibilmente complesso tornare, dal momento che le patologie psichiche difficilmente consentono visti d'uscita o lasciapassare.





