Nel 2030 il 70% dei maschi italiani sarà in sovrappeso
La tematica scelta per Expo 2015, “Nutrire il Pianeta”, rappresenta non il semplice frutto di una casualità o di una serie di scopi promozionali di tipo turistico, ma un'associazione di idee quasi obbligata con una delle principali peculiarità del nostro Paese, noto fin dall'alba dei tempi ad ogni latitudine per la sua prelibata cucina e per le sue innumerevoli specialità alimentari.
Le tavole italiane paiono dunque essere tanto invitanti e tanto imbandite che può capitare di “prenderci la mano” (con forchetta annessa) e di lasciarsi trasportare dagli squisiti sapori nostrani fino a perdere di vista il corretto rapporto con il peso corporeo e a dar vita ad un'intera popolazione apocalitticamente in sovrappeso o addirittura obesa.

Secondo le stime ufficiali diffuse dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), il nostro Paese può vantare infatti la presenza di una porzione di cittadini alle prese con problemi con la bilancia pari al 58% se riferita all'abito maschile e stimata intorno al 39% sul versante femminile della tovaglia.
Come se non bastassero stime piuttosto inquietanti, l'Oms ha calcolato, sulla base delle attuali tendenze sociologiche, che in concomitanza con l'anno di grazia 2030 le percentuali interessate potrebbero crescere a dismisura, di pari passo con i nostri girovita, fino a toccare quota 70% per gli uomini e 50% per le donne, traducendosi in una piaga sociale talmente diffusa da risultare difficilmente arginabile o contrastabile.
Se l'idea di quasi due terzi dei maschi italiani e di una donna su due in sovrappeso può risultare preoccupante a causa delle ripercussioni sull'ambito medico, l'Oms ha individuato un'ulteriore percentuale di soggetti obesi attualmente stimata nel 10% per le donne e nel 12% per gli uomini, anch'essa destinata a crescere fino a (rispettivamente) 15% e 20% entro il 2030.
Il quadro a tutto tondo dipinto dall'Oms assume tuttavia contorni ancor più preoccupanti una volta valicati i confini della Penisola e investe buona parte del Vecchio Continente, con un rischio di elevati livelli di obesità concentrato prevalentemente in Grecia, Spagna, Austria e Repubblica Ceca, Svezia e Irlanda, paese destinato addirittura a trovarsi con il 90% dei maschi obesi, sempre entro il 2030.
Premesso che nelle previsioni dell'Oms non esiste nulla di certo di deterministico, il monito lanciato dalle autorità di riferimento si pone alla stregua di un deterrente di fronte agli eccessi alimentari che condiscono la nostra quotidianità, prima di doverci trovare, nel 2030, ad organizzare un altra Esposizione Universale incentrata sulla tematica “Denutrire il pianeta”, con tanto di contestatori e giovani teppisti all'esterno, anch'essi inequivocabilmente tondi, nonostante l'abito nero che sfina.





